Per tutti coloro che stanno ancora organizzando le vacanze estive il consiglio è uno solo: fare attenzione alle piattaforme dedicate al mondo del travel che, secondo un’analisi di Proofpoint, sembrano essere in netto ritardo in tema di cybersecurity.
La cybersecurity nelle piattaforme travel
Lo studio si basa su un’analisi dell’adozione del DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting and Conformance) da parte dei primi 20 siti web di viaggi online più utilizzati in Italia. DMARC prevede tre livelli di protezione: monitoraggio, quarantena e reject; quest’ultimo è il più sicuro per evitare che le email sospette raggiungano la casella di posta. Il risultato è che, nonostante l’80% dei siti abbia implementato il livello base, solo il 45% ha implementato il DMARC avanzato. In sintesi, il 55% non protegge adeguatamente i propri clienti da possibili attacchi alla cybersecurity.
Per saperne di più: Sicurezza informatica: cos’è la cyber security e come metterla in atto
“L’estate si avvicina, ma le truffe online non vanno in vacanza. La nostra analisi rivela uno scenario preoccupante, in quanto l’email rimane il vettore di attacco preferito dai criminali informatici che prendono di mira gli utenti in viaggio con l’obiettivo di rubare denaro o informazioni sensibili,” ha dichiarato Luca Maiocchi, Country Manager per l’Italia di Proofpoint. “La fretta e la curiosità sono spesso cattive consigliere e i singoli utenti non sempre prestano attenzione alle proprie attività online, per questo è ancora più importante che le aziende si attrezzino per evitare che le truffe vengano perpetrate a loro nome. L’adozione di DMARC al massimo livello garantisce un maggiore livello di sicurezza delle email, per le imprese, ma anche per tutti i loro clienti.”
Cosa fare allora per proteggersi? Ecco tre consigli:
1. Diffidare da email, messaggi, chiamate o altro non richiesto, specie se richiedono pagamenti urgenti;
2. Non fornire mai informazioni finanziarie o password via email o SMS. Chiamare sempre direttamente la banca se si riceve una richiesta potenzialmente sospetta.
3. Utilizzare una password unica per ogni account online.