Da LaGemma Venture della Fondazione CRC arriva la nuova call per startup, o meglio la nuova call4future LaGemma Agrifood 24 For A Sustainable Planet. Sviluppata in collaborazione con SocialFare IS – Incubatore Certificato, questa call mira ad attrarre e accelerare le migliori idee e startup nel campo dell’agricoltura, della filiera alimentare, dell’alimentazione e dell’economia circolare attraverso networking, investimenti e tanto altro.
LaGemma Agrifood 24, per le startup della filiera alimentare e non solo
Rivolta a startup italiane in fase seed, la call è aperta a tutte le realtà che abbiano già un prototipo validato o un modello di sostenibilità economica sperimentato in settori come l’agricoltura, la filiera alimentare, l’economia circolare e tanto altro.
C’è tempo fino al 29 settembre 2024 per partecipare a LaGemma Agrifood 24. Dopo la chiusura delle candidature, nei mesi di ottobre e novembre le migliori startup candidate saranno sottoposte a colloqui tecnici, finché il Consiglio di Amministrazione non selezionerà entro fine novembre le realtà imprenditoriali su cui investire. Il programma di accelerazione partirà ufficialmente il 13 gennaio 2025 e si concluderà il 20 maggio 2025 con tanto di Investor Day.
Tra i principali benefit di questa call, oltre al programma di accelerazione, è previsto un investimento cash fino a 160 mila euro (in cambio di una quota del capitale sociale fino al 16%) più l’accesso a un importante network di mentor e advisor.
Commenta Enrico Collidà, presidente di LaGemma Venture:
“La provincia di Cuneo rappresenta un acceleratore naturale dell’agrifood: per questo motivo, LaGemma Venture ha scelto di lanciare la prima call proprio sull’agroalimentare. Grazie al grande capitale di conoscenza, di cui il nostro territorio è ricco, al sostegno delle personalità che compongono il nostro Comitato Scientifico e all’esperienza dei partner che hanno già aderito a questa iniziativa, siamo certi che nei prossimi mesi potremo individuare e sostenere la crescita di startup capaci di proporre soluzioni innovative alle sfide cruciali che l’agrifood si trova ad affrontare”.
LaGemma Venture, il fondo per le imprese agritech
Con l’obiettivo di creare un hub di investimenti e di crescita, LaGemma Venture vuole con questa call4future attrarre le migliori startup italiane per supportarle in percorsi di accelerazione e investimento, promuovendo al contempo un impatto positivo sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale.
Parliamo infatti della prima call in ambito agrifood promossa da LaGemma Venture, società nata a marzo 2024 su impulso della Fondazione CRC e amministrata dal CdA composto da Enrico Collidà (presidente), Carlo Comino e Claudia Martin (consiglieri), e Gian Marco Genta (revisore contabile).
Diverse sono inoltre le personalità che compongono il Comitato Tecnico Consultivo posto a supporto del CdA: Roberto Giordana (Direttore Generale della Fondazione CRC), Bartolomeo Salomone (Presidente di Ferrero e Direttore Generale della Fondazione Ferrero), Davide Tinelli (Amministratore Delegato di Fondaco SGR), David Bassani e Andrea Galassi (General Partners di Maia Ventures) e Laura Orestano (CEO di SocialFare).
E così le aziende che hanno già aderito come partner di LaGemma Venture: Fonti Alta Valle Po (Acqua Eva), Albertengo, Aurora Naturale, Baladin, Bio Poplar, eViso AI for commodities, GAI, JoinFruit, Michelis, Monge, Olimac, Rivoira Giovanni & Figli, San Bernardo, Golosità dal 1885 (Sebaste), Valgrana e Venchi.
Commenta Mauro Gola, presidente della Fondazione CRC:
“Ne LaGemma Venture i valori della Fondazione CRC si incontrano con il mondo delle imprese e della finanza, con l’obiettivo di far crescere realtà imprenditoriali capaci di diventare motore di cambiamento, coinvolgendo le giovani generazioni e investendo su innovazione e tecnologia nel settore dell’agrifood. La società, grazie all’investimento di parte del patrimonio della Fondazione, vuole generare un impatto positivo in termini di sostenibilità ambientale e sociale, migliorando la qualità della vita delle persone partendo da un territorio naturalmente vocato all’agroalimentare”.