In un mondo sempre più tech, le digital skill stanno aumentando sempre più. Secondo il focus dell’Istat sulle competenze professionali nel mercato del lavoro italiano nel 2022, infatti, circa due terzi degli occupati dichiarano di avere digital skill.
Il mondo del lavoro chiede digital skill
Le digital skill fanno riferimento all’insieme delle abilità tecnologiche che consentono di individuare, utilizzare, condividere e creare contenuti mediante tecnologie informatiche e Internet, potendo spaziare dalle competenze di base – come l’uso del computer – a quelle più specifiche ed evolute, come la scrittura di codici o lo sviluppo di sistemi software per l’intelligenza artificiale.
Secondo i dati Istat a usare quotidianamente nelle proprie attività lavorative apparecchiature digitali è il 37,1% degli occupati mentre il 32,9% dichiara di non usarle mai. Il dato più basso, non stupisce, riguarda gli stranieri e le persone meno istruite. Di contro, a utilizzare maggiormente la tecnologia – e quindi a possedere digital skill – sono gli occupati di 30-44 anni con un alto numero di quote rosa (42,1 e 33,4%, rispettivamente).
Per quanto riguarda i ruoli, a fare uso massiccio di digital skill – sia per operazioni basilari (come ad esempio spedire email, occuparsi dei canali social e della comunicazione) sia per attività più complesse basate sull’utilizzo di software o applicativi gestionali – sono gli impiegati che nell’80,9% dei casi dedicano almeno la metà del tempo lavorativo ad attività di tipo digitale, soprattutto se addetti alle funzioni di segreteria, ai movimenti di denaro o all’assistenza clienti. Dopo di loro vi sono anche coloro che svolgono professioni intellettuali e scientifiche o tecniche: per entrambi, circa i due terzi dichiarano di utilizzare per la maggior parte della giornata lavorativa pc, tablet e smartphone.
Nel caso degli impiegati si tratta soprattutto di donne (88,5%) e di laureati (89,1%) mentre per le professioni intellettuali e scientifiche non stupisce che siano di più gli uomini (74,2%) visto il divario ancora netto delle quote rosa nelle materie STEM.
L’utilizzo delle digital skill è abbastanza diffuso anche tra i legislatori, imprenditori e l’alta dirigenza, che in oltre la metà dei casi le utilizzano per almeno la metà del tempo di lavoro: la percentuale sfiora il 60% tra le donne e arriva al 77,6% tra chi possiede un titolo di studio terziario.
Tra coloro che dichiarano di non fare uso di digital skill, invece, spiccano gli operai specializzati o semi-specializzati, gli artigiani, gli agricoltori, i conduttori di mezzi o macchinari e coloro che svolgono professioni non qualificate; oltre il 90% dichiara, infatti, di usare poco o mai pc, tablet e smartphone nello svolgimento del proprio lavoro.