Un’auto che va a energia solare. Avveniristico, quasi fantascientifico. E invece non solo è reale, ma è alla base di un’industria in cui la startup statunitense Aptera Motors vuole scommetterci molto, al punto da avviare un programma di investimenti in Italia. Tutto per supportare questa innovativa tecnologia dell’automotive.
Auto solare: cos’è e come funziona
Quando si parla di auto solare ci riferiamo a un veicolo elettrico che utilizza l’energia solare come fonte primaria di alimentazione. Dotato di pannelli solari installati sulla sua superficie, solitamente sul tetto e sul cofano, essi catturano la luce solare e la convertono in energia elettrica attraverso celle fotovoltaiche. Questa energia viene poi utilizzata per alimentare il motore elettrico del veicolo, consentendogli di muoversi senza la necessità di combustibili fossili.
E così è il caso di Aptera, ad oggi il primo True Zero Emission Vehicle in grado di sfruttare l’energia solare attraverso una serie di pannelli solari integrati nel veicolo stesso. Grazie alla sua struttura, Aptera può percorrere circa 17.000 chilometri in un anno, in condizioni di normale soleggiamento, eliminando così l’ansia da ricarica per gli utenti abituali.
Queste performance sono rese possibili grazie all’attenta cura di tutti i dettagli tecnologici del prodotto, in particolare agli aspetti aerodinamici della sua forma affusolata e futuristica, studiata nei minimi dettagli.
Dichiara Steve Fambro, Co-Founder and Co-CEO di Aptera:
“Il veicolo Aptera ha una forte “anima” italiana, fortemente integrato nella motor valley nazionale, con circa il 60% delle sue componenti e forniture provenienti da fornitori italiani, tra cui CPC GROUP (eccellenza italiana nel settore della prototipazione e lavorazione meccanica di materiali in alluminio e compositi), COSTAMP (per parti della fusoliera e sospensioni), oltre a una stretta collaborazione in ambito R&D con il gruppo Pininfarina per l’ottimizzazione degli aspetti aerodinamici del veicolo. Questo legame con l’Italia ha spinto il management team di Aptera a impegnarsi fortemente nel nostro paese, con il supporto del Governo Italiano ed in particolare del Mimit, con l’obiettivo di stabilire un impianto produttivo ad alta efficienza e tecnologia nel Sud Italia”.
Il programma di investimenti in Italia di Aptera Motors
Forte sia del successo del progetto (negli USA Aptera ha raccolto oltre 120 milioni di dollari di capitale e circa 47 mila pre-ordini) sia del legame tech sviluppato in Italia, Aptera Motors ha voluto avviare col nostro Paese un programma di investimenti da oltre 100 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere una produzione annua di circa 20 mila veicoli per un impatto occupazionale diretto di oltre 500 addetti e un volume di fatturato superiore a 500 milioni di euro.
A supporto del programma di investimenti e del progetto di insediamento sul territorio italiano, Aptera è affiancata da Iniziativa Cube, in qualità di advisor strategico e finanziario, con un team coordinato dai Partner Marco Messina e Rosario de Maio, oltre al team di Tiber International in collaborazione con lo studio legale Amato Avvocati per gli aspetti legali e i rapporti istituzionali.
Dichiara Marco Messina, partner della società Iniziativa Cube:
“Il settore industriale italiano sarà notevolmente stimolato dall’iniziativa e beneficerà in modo significativo della presenza di Aptera, con un indotto economico stimato pari a circa 200 milioni di euro. La nuova unità produttiva consentirà di centralizzare l’intera produzione in Italia, posizionandola come il principale quartier generale per la produzione del Veicolo Aptera nel mondo. Ulteriore innovazione sarà generata nel nostro paese: infatti, per garantire la conformità del veicolo alle normative europee e per adattarlo al mercato del continente, Aptera Motors porterà avanti, oltre all’investimento produttivo, anche un programma di ricerca e sviluppo in partnership con alcuni dei suoi fornitori italiani, con l’obiettivo di sviluppare una nuova configurazione del veicolo a 4 ruote, rispondendo così alle esigenze specifiche del mercato europeo”.