Il dispositivo ultrasonico che filtra le microplastiche nell’acqua

Le microplastiche hanno i giorni contati con questo nuovo dispositivo a ultrasuoni, che punta a filtrarle via dall’acqua. Ecco come funziona

Redazione

Le microplastiche sono ovunque: nell’acqua, nel cibo, addirittura si teme anche nel nostro sangue, seppur in concentrazioni irrisorie. Se si riuscisse a filtrarle il più possibile sarebbe un successo per tutti, ma il timore è che il materiale filtrante possa ritorcersi contro e diventare come le stesse microplastiche. Serve allora un’altra tecnologia, come quella degli ultrasuoni, adottata in questo dispositivo sviluppato da due adolescenti di Woodlands (Texas): Victoria Ou e Justin Huang.

Il filtro contro le microplastiche nell’acqua

Inventori di questo dispositivo rivoluzionario, non hanno nemmeno 17 anni questi due piccoli geni che alla Fiera Internazionale della Scienza e dell’Ingegneria di Regeneron (ISEF) a Los Angeles hanno vinto il primo premio nella categoria “Scienze della Terra e Ambientali”, sponsorizzata da Google, e un premio di 50.000 dollari dal Gordon E. Moore Award.

Un premio che riconosce l’ingegno dietro questo dispositivo, che va ad affrontare una delle forme più pervasive e difficili di inquinamento: le microplastiche. Si trovano ovunque: dagli oceani più profondi alle cime del Monte Everest, fino alla polvere nelle nostre case e nel nostro cibo e acqua. Riporta Business Insider, si stima che ogni settimana ingeriamo e inaliamo l’equivalente di una carta di credito di plastica, che può finire tranquillamente nei nostri polmoni, sangue, latte materno e addirittura testicoli.

Un problema difficile inoltre da risolvere, visto che i coagulanti chimici utilizzati per aggregare le microplastiche possono inquinare l’ambiente e alterare il pH dell’acqua depurata, oltre ad essere costosi. Anche i filtri fisici tendono a intasarsi facilmente, mentre le soluzioni biologiche come l’uso di enzimi per degradare le plastiche non sono abbastanza efficienti su larga scala.

Come funziona il dispositivo

Alla base di questo dispositivo c’è comunque una preparazione notevole. Ispirati da alcuni studi, come quello pubblicato nel 2022 dai ricercatori del New Mexico Tech nella rivista peer-reviewed Separation and Purification Technology, i due giovani hanno basato buona parte della loro tecnologia su un altro studio del 2023 dell’Università di Shinshu, anche se, rispetto a quanto sviluppato da questo studio, il loro dispositivo è più semplice ed efficiente.

Delle dimensioni di una penna, questo dispositivo utilizza trasduttori elettrici per generare onde ultrasoniche che creano una pressione che respinge le microplastiche, permettendo all’acqua pulita di fluire. Testato su tre tipi comuni di microplastiche (poliuretano, polistirene e polietilene), il dispositivo è in grado di rimuovere tra l’84% e il 94% delle microplastiche in un singolo passaggio.

Nonostante i promettenti risultati iniziali, la tecnologia è ancora nelle prime fasi di sviluppo. Come precisa Huang, servirebbero attrezzature più professionali e l’accesso a un laboratorio di alto profilo per poter perfezionare il dispositivo, così da migliorarlo e prepararlo per la produzione su larga scala. Indubbio è comunque il fatto che il premio di 50.000 dollari potrebbe aiutarli a raggiungere questo obiettivo.

Victoria e Justin sperano che la loro tecnologia possa essere utilizzata in impianti di trattamento delle acque reflue, impianti tessili industriali, impianti di trattamento delle acque fognarie e fonti d’acqua rurali. Su scala più ridotta, il dispositivo potrebbe filtrare le microplastiche anche in lavatrici e acquari.

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