Attrarre talenti IT sarà una delle più grandi sfide degli HR Manager a partire da ora ai prossimi anni. Con la digital transformation che avanza a passo spedito nessuna azienda che voglia mantenere la propria la propria capacità di sviluppo, sviluppare resilienza e essere sostenibile, può negarsi all’utilizzo degli ultimi strumenti tecnologici, software e hardware. Ma in un mercato del lavoro altamente competitivo la strategia più efficace per attrarre talenti IT è conoscere quello che loro vogliono e prospettare l’offerta migliore.
Attrarre talenti IT partendo dai loro desideri, lo studio di Techyon
In aiuto degli HR Manager che voglio attrarre talenti IT è uscita la nuova la nuova edizione dell’IT Candidate Attraction 2023. Lo studio, realizzato da Techyon – Head Hunter iperspecializzato nel segmento IT -, ha l’obiettivo di verificare l’aderenza tra i bisogni dei professionisti IT e quanto offerto dalle aziende. Nell’attuale contesto lavorativo caratterizzato da un elevato grado di difficoltà di reperimento delle figure informatiche, infatti, per le aziende risulta determinante comprendere a fondo le principali leve di attraction a propria disposizione, così da attirare in modo sempre più efficace e competitivo i professionisti IT adatti alla propria organizzazione.
I dati – raccolti mediante interviste quantitative e qualitative condotte rispettivamente con 70.000 professionisti IT attivi nel mercato del lavoro e con 1.000 aziende operanti in settori diversificati – hanno fatto emergere punti di incontro e disallineamenti tra quanto offerto dalle aziende e quanto richiesto dai professionisti IT.
Punti di incontro tra aziende e professionisti IT
Tra i punti di incontro emerge l’importanza attribuita alla leva salariale: se nel 2022 i professionisti IT erano inclini a valutare una nuova posizione lavorativa soprattutto sulla base della possibilità di partecipare a progetti più stimolanti, nel 2023 tale punto di vista si è modificato. Oggi, infatti, una buona parte dei professionisti IT intervistati identifica la retribuzione come principale leva di attraction. Per l’esattezza, il 33% dei professionisti IT considera la possibilità di un incremento salariale come il fattore principale per valutare un nuovo posto di lavoro. In modo speculare, il 40% delle aziende coinvolte nell’indagine afferma di utilizzare il salario come principale leva di attrazione nei confronti dei candidati IT.
Altro punto d’incontro emerso riguarda il tema della formazione. Il 72% delle aziende intervistate ritiene che per i professionisti IT sia particolarmente rilevante la possibilità di frequentare corsi di formazione e aggiornamento. In modo analogo, anche i professionisti IT coinvolti nell’indagine dichiarano che, nella scelta di un nuovo posto di lavoro, la possibilità di frequentare corsi di formazione e aggiornamento riveste un’importanza considerevole (74%).
E ancora, aziende e professionisti IT intervistati sono concordi nell’attribuire ai piani di welfare un ruolo significativo: il 63% delle aziende rispondenti dichiara di comunicare le proprie iniziative di welfare già in fase di selezione e il 54% dei professionisti IT intervistati chiede di avere chiara visibilità del piano welfare aziendale in sede di colloquio.
Punti di divergenza tra aziende e professionisti IT
Tra i punti di divergenza, particolare rilevanza è assegnata al tema dello smart working: i professionisti IT rispondenti preferirebbero lavorare totalmente da remoto (40%) o poter usufruire dello smart working almeno due giorni a settimana (45%), ma solamente il 7% delle aziende permette il lavoro in full remote e solo il 20% concede almeno due giorni di smart working a settimana.
Inoltre, il 45% delle aziende intervistate ritiene che, a parità di retribuzione, i professionisti IT siano portati a scegliere un’azienda piuttosto che un’altra in base alle opportunità di crescita professionale offerte. Per il 35% dei professionisti IT rispondenti, invece, a parità di retribuzione la leva che guida la scelta è la possibilità di usufruire di maggiore smart working.