Chi vive accanto alle pale eoliche rischia di ritrovarsi tutto il giorno con un rumore abbastanza fastidioso, difficile da sopportare nel lungo periodo. Per fortuna dalla TU Delft arriva una tecnologia che potrebbe rendere le pale ancora più silenziose: MuteSkin.
Vediamo però di cosa si tratta, e come funziona questo “silenziatore”.
Cos’è e come funziona MuteSkin
Ricerca condotta da Daniele Ragni, MuteSkin fa parte del progetto IPER-MAN, dedicato alla scoperta di nuove soluzioni per la riduzione del rumore di aerei e aerogeneratori come le pale eoliche.
Per certi versi, MuteSkin è il suo risultato. Dopo 7 anni di ricerche, il team ha scoperto un modo decisamente innovativo per rendere più silenziose le pale eoliche durante la loro attività, così da rendere le wind farm esistenti acusticamente più sostenibili per tutti gli insediamenti umani posti nelle vicinanze.
Si tratta di un materiale permeabile, di tipo “flusso-poroso” come precisa Rinnovabili, che permette di smorzare il rumore frusciante delle pale. Da qui il termine MuteSkin, appunto “pelle che silenzia”. In soldoni, è una sorta di “pattina intelligente” che può essere indossata dalla turbina senza comprometterne la struttura.
Il suo funzionamento viene spiegato da Friso Hartog, uno dei fondatori di MuTech, società produttrice del materiale:
“[Il materiale può] essere fissato su un lato dietro la lama [della pala eolica]. Il vantaggio di un tale componente aggiuntivo è che può essere installato facilmente durante la produzione in fabbrica, ma anche applicato ad aerogeneratori esistenti”.
Il problema acustico delle pale eoliche
La tecnologia delle pale eoliche non è sempre così apprezzata dal pubblico, o meglio dagli abitanti limitrofi delle wind farm. Ad oggi non mancano le strategie di mitigazione del suono, anche se comportano la temuta modifica della geometria alare delle pale, spesso con l’installazione “a posteriori” di dispositivi aggiuntivi che restringono la gamma delle condizioni operative.
La ricerca di IPER-MAN punta a rendere le turbine eoliche più silenziose per migliorare l’integrazione di questa tecnologia con il territorio, e senza dover modificare pesantemente le pale, danneggiando in seguito la loro efficienza.
Va detto che la tecnologia ad oggi impiegata rende le pale eoliche abbastanza silenziose già di suo. Come spiega il DoE statunitense, se di grandi dimensioni le pale producono suoni che rientrano nell’intervallo di 35-45 dB ,se ascoltate da 300 metri. Se di piccole dimensione, il valore si riduce sotto i 6 decibel. Meno, insomma, di un frigorifero acceso.
Una tecnologia come quella di MuteSkin permetterà nel lungo periodo di ridurre quanto più possibile questo fruscìo, fino a renderlo un ronzio e, magari, un rumore bianco, come quello che stimola il sonno.