Un robot che grazie alla sua prodigiosa struttura è capace di svilupparsi da solo. Un progetto made in Italy, la cui creazione potrebbe cambiare per sempre il modo di affrontare anche i cataclismi naturali. Questo è FiloBot, il robot progettato dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
Vediamo quali sono le sue caratteristiche particolari, e per quali scopri potrebbe venire adoperato in futuro.
Dall’IIT arriva Filobot, il robot a vite
Come riportato su Nature e Techxplore, Un gruppo di esperti in robotica morbida presso la Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, in Italia, ha collaborato con un ricercatore dell’Università di Montpellier, in Francia, per creare un robot rivoluzionario che utilizza la stampa 3D per costruire e allungare il proprio corpo.
Il dispositivo, denominato FiloBot, presenta una forma serpentinata con una testa rotante. All’interno della testa, insieme alla stampante, sono integrati componenti elettronici che rispondono agli input provenienti dai sensori posti sulla superficie esterna.
Questi sensori permettono al robot di adattarsi all’ambiente circostante, regolando la velocità di rotazione e la quantità di inchiostro rilasciato. Grazie a questa capacità di adattamento, il FiloBot può controllare la direzione della sua crescita in modo intelligente.
Un robot che si stampa da solo
La caratteristica distintiva di FiloBot risiede nella sua abilità di stampare in 3D la sua massa corporea mentre si estende. La testa del robot ruota, depositando un materiale plastico proveniente da un tubo interno che funge da serbatoio di inchiostro per la stampante 3D.
Questo processo consente al robot di allungarsi in modo controllato, con la possibilità di essere programmato per crescere in direzioni specifiche, come verso la luce o contro la gravità.
Il cuore del FiloBot contiene un tubo che alimenta la testa del robot con inchiostro per la stampante 3D, un materiale plastico utilizzato per creare la sua struttura. Mentre la testa ruota, il materiale plastico viene avvolto intorno al corpo del robot. La parte posteriore del dispositivo ospita una base contenente il serbatoio di inchiostro, una pompa e una fonte di alimentazione.
FiloBot, per esplorare aree inaccessibili
Descritto dettagliatamente nell’articolo pubblicato su Science Robotics, questo innovativo robot potrebbe aprire la strada a molteplici applicazioni.
Sottolinea Techxplore, i ricercatori ipotizzano molteplici utilizzi per il FiloBot, tra cui il monitoraggio e l’interazione con ambienti non strutturati, come quelli naturali. Inoltre, il robot potrebbe essere impiegato nella costruzione di strutture autonome o nel monitoraggio di paesaggi per valutare il rischio di eventi naturali come valanghe o frane.
La sua versatilità lo rende inoltre adatto per esplorare aree difficilmente accessibili, contribuendo al monitoraggio dei livelli di inquinamento in tali contesti. In definitiva, il FiloBot rappresenta un’innovazione significativa nell’integrazione di tecnologie avanzate per la creazione di robot adattabili e intelligenti.
Se volete saperne di più su questa ricerca, vi suggerisco di approfondire direttamente dal paper ufficiale, pubblicato su Science Robotics:
- Emanuela Del Dottore et al, A growing soft robot with climbing plant–inspired adaptive behaviors for navigation in unstructured environments, Science Robotics (2024). DOI: 10.1126/scirobotics.adi5908