Chi avrebbe mai pensato che tre aziende concorrenti come Nikon, Sony e Canon si sarebbero alleate proprio a inizio anno? Nessuno, ma davanti al problema crescente delle immagini fake, c’era forse da immaginarselo.
Purtroppo le false rappresentazioni stanno diventando sempre più realistiche, mettendo alla prova la discernibilità dei creatori di contenuti e degli utenti anche su immagini riguardanti Capi di Stato o VIP.
L’alleanza Nikon-Sony-Canon contro le immagini fake
Come riporta Asia Nikkei, Nikon, Sony Group e Canon stanno collaborando per sviluppare una tecnologia fotografica avanzata, integrando firme digitali nelle immagini allo scopo di distinguerle da falsificazioni sempre più sofisticate.
In particolare, Nikon prevede di introdurre fotocamere mirrorless dotate di autenticazione per fotoreporter e altri professionisti. Con tanto di firme digitali, le quali, immuni da manomissioni, includeranno informazioni quali data, ora, posizione e fotografo.
Sempre nel corso dell’anno, Sony rilascerà una tecnologia per integrare firme digitali in tre fotocamere reflex mirrorless di alto livello mediante un aggiornamento del firmware. Sony ha già testato sul campo uno strumento di autenticazione in collaborazione con l’Associated Press in ottobre. L’azienda prevede di ampliare la gamma di fotocamere compatibili e incoraggia altri media ad adottare questa tecnologia.
E così anche Canon, che lancerà una fotocamera con funzionalità simili e sta tuttora sviluppando una tecnologia per aggiungere firme digitali ai video. Come precisa Nikkei, nel 2019 Canon ha costituito un team di progetto e ha stretto legami di sviluppo con Reuters e Starling Lab for Data Integrity, un istituto co-fondato dalla Stanford University e dalla University of Southern California.
La guerra contro le immagini fake
Questa iniziativa si inserisce in un contesto in cui le immagini fake diventano sempre più realistiche, mettendo alla prova la discernibilità dei creatori di contenuti e degli utenti. Deepfake di Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, e di Fumio Kishida, primo ministro giapponese, sono diventati virali, sollevando preoccupazioni sull’autenticità delle informazioni visive.
In questo frangente, un consorzio composto da testate giornalistiche globali, aziende tecnologiche e produttori di fotocamere ha lanciato Verify, uno strumento basato sul web che consente la verifica gratuita delle immagini. Qualora un’immagine presenti una firma digitale, il sito web visualizzerà data, posizione e altre credenziali.
Altri esempi sono Google, che ha introdotto uno strumento ad agosto che incorpora filigrane digitali invisibili nelle immagini generate dall’intelligenza artificiale, e Intel, che nel 2022 ha sviluppato una tecnologia per determinare l’autenticità di un’immagine analizzando i cambiamenti nel colore della pelle che indicano il flusso sanguigno sottopelle. In parallelo, Hitachi sta lavorando a una tecnologia a prova di contraffazione per l’autenticazione dell’identità online.