Un pannello solare fotovoltaico capace di essere amico dell’ambiente e anche più efficiente di quelli attualmente in mercato. In pratica è quanto hanno realizzato in questa università tedesca: un pannello solare organico, che batte addirittura il record di energia luminosa convertita.
E questo nonostante i limiti del materiale, visto che da sempre per i pannelli solari c’è il dilemma dell’utilizzo del silicio. Un problema però che l’Università ha saputo risolvere.
Il pannello solare organico dell’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga
Il fotovoltaico organico ha fatto un altro passo avanti verso l’efficienza record. Un gruppo di ricercatori dell’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga, in collaborazione con l’Istituto Helmholtz Erlangen-Norimberga per le energie rinnovabili (HI ERN), ha realizzato un pannello solare organico che trasforma il 14,46% dell’energia luminosa in elettrica.
Si tratta del valore più alto mai raggiunto a livello mondiale per questa tecnologia, che supera il precedente primato del 13,94% ottenuto nel 2021 dal centro tedesco Fraunhofer ISE, come segnala Rinnovabili.it.
Il pannello solare organico, sviluppato nel laboratorio della “Fabbrica solare del futuro”, presenta caratteristiche uniche che lo rendono interessante sia per la ricerca che per il mercato. Infatti, essendo leggero, flessibile e trasparente, può essere integrato facilmente in edifici, vetrate e coperture.
Inoltre, può funzionare anche con la luce diffusa e non solo con quella diretta, ampliando le possibilità di applicazione. Infine, ha un impatto ambientale molto inferiore rispetto al fotovoltaico tradizionale a base di silicio, in quanto richiede processi produttivi più ecocompatibili e materiali più riciclabili.
Il problema del materiale risolto con l’OPV
L’innovazione è la parola chiave nel settore del fotovoltaico, una delle fonti energetiche più promettenti per la transizione verso un futuro sostenibile. La ricerca in questo campo è molto attiva e si confronta con sfide di grande rilevanza. Una di queste è la scelta del materiale più adatto.
Il silicio è il materiale dominante per quanto riguarda l’efficienza, ma presenta anche notevoli limiti: è troppo rigido, troppo pesante, difficile da riciclare. Per questo motivo, i ricercatori guidati dal Dr. Christoph Brabec, professore di materiali in elettronica e tecnologia energetica alla FAU e direttore dell’Istituto Helmholtz Erlangen-Nürnberg per le energie rinnovabili (HI ERN) esplorano un’alternativa: il fotovoltaico organico (OPV).
Il vantaggio di OPV è che i moduli possono essere flessibili e trasparenti, e possono essere integrati in finestre e facciate, utilizzati in interni o come coperture nei campi, ad esempio come tunnel di coltivazione. Inoltre, hanno un impatto ambientale molto inferiore: i processi di produzione sono più ecocompatibili, e il materiale è più facile da riciclare.
La tecnologia OPV ha ancora un margine di miglioramento nella sua efficienza: mentre i moduli in silicio superano il 20% di efficienza, i ricercatori hanno raggiunto solo recentemente la soglia del 10% con OPV.