Il Parmigiano non si potrà più contraffare grazie alla blockchain

Il Parmigiano Reggiano ora sarà protetto dalle contraffazioni grazie al P-Chip, un microchip commestibile collegato alla blockchain

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

La recente innovazione nel settore alimentare ha portato alla creazione di un sistema di certificazione rivoluzionario per il Parmigiano Reggiano. Grazie all’implementazione di microchip commestibili collegati alla tecnologia blockchain, è possibile garantire l’autenticità di questo pregiato formaggio italiano, proteggendo i consumatori da possibili frodi.

Ed è un’idea, quella dei microchip commestibili, che stanno prendendo in considerazione molti produttori, almeno per le forme da 40Kg.

Parmigiano Reggiano tramite microchip collegati alla blockchain

Il Parmigiano Reggiano è da sempre un simbolo di eccellenza culinaria italiana, tuttavia negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle contraffazioni.

Per contrastare questo fenomeno, un gruppo di esperti ha sviluppato un metodo di certificazione basato su microchip commestibili, che vengono inseriti nel formaggio durante il processo di produzione. Con tale collegamento, permetterà di autenticare i dati che permettono di risalire al formaggio utilizzato ed il produttore di latte utilizzato.

Per saperne di più: Blockchain: cos’è e come funziona, tutto sulla catena di blocchi

Ogni microchip contiene informazioni dettagliate sul prodotto, come ad esempio la data di produzione, la provenienza delle materie prime e le fasi di lavorazione. Questi dati vengono registrati sulla blockchain, una tecnologia che garantisce la tracciabilità e l’immutabilità delle informazioni. Grazie a questa connessione, i consumatori possono facilmente verificare l’autenticità del Parmigiano Reggiano.

Come funzionerà il P-Chip

Questa innovazione rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro le frodi alimentari. La tecnologia blockchain assicura che i dati registrati siano incorruttibili, evitando così la possibilità di falsificazioni.

primi test sarebbero già partiti su oltre 100mila forme. Una decisione finale però non sembra ancora essere stata presa. Sempre alcuni produttori vogliono essere sicuri che i chip possano soddisfare i requisiti di stagionatura, che può partire da un anno per superare i tre anni. Nel caso dei P-Chip, risultano molto resistenti al caldo e freddo estremi e possono essere letti anche attraverso il ghiaccio.

Ad oggi i produttori di Parmigiano però utilizzano i codici QR per certificarne l’autenticità, ma sono facili da copiare. Per questo servono chip che possono essere letti da remoto.

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