La Russia scopre la blockchain, e la usa per la sua crisi interna

Per combattere la sua crisi interna, la Russia decide di sfruttare la tecnologia della blockchain, in particolare quella delle criptovalute

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Per combattere la sua crisi interna, la Russia (o meglio la Federazione Russa) ha annunciato l’introduzione del Rublo Digitale. O meglio, di una nuova forma di criptovaluta basata su blockchain, con l’obiettivo di eludere le sanzioni internazionali.

Il Rublo Digitale sarà basato su una particolare tecnologia blockchain che garantirà la sicurezza delle transazioni e la tracciabilità delle operazioni. Questo nuovo sistema consentirà alla Russia di bypassare le restrizioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, che hanno inflitto una serie di sanzioni al paese negli ultimi anni.

La Russia introduce una blockchain unica nel suo genere

L’introduzione del Rublo Digitale potrebbe avere un impatto significativo sull’economia russa. Infatti, il governo russo prevede che questa nuova forma di valuta possa attrarre investimenti esteri e stimolare lo sviluppo di settori chiave come l’energia, l’industria e l’agricoltura.

E per farlo ha fatto sì che il rublo diventasse una delle prime criptovalute “ancorate” ad un sistema bancario. Un po’ alla stregua della criptovaluta di Paypal. Il rublo digitale fa così parte della Cbdc (“central bank digital currency”), ampiamente controllata dalla Russia, e verrà emesso direttamente dalla Banca Centrale Russa (Bcr) e conservato in portafogli elettronici.

Per saperne di più: Blockchain: cos’è e come funziona, tutto sulla catena di blocchi

A differenza delle criptovalute, anch’esse basate sulla blockchain, questa ha già la possibilità di essere smerciabile presso 30 punti vendita dislocati in 11 città del Paese. L’obiettivo della Russia è quello di rendere più ermetico il proprio sistema finanziario e limitare l’impatto delle restrizioni internazionali.

La resistenza (dubbia) della criptovaluta russa

Tuttavia, ci sono anche preoccupazioni riguardo alla possibile manipolazione del sistema finanziario internazionale da parte della Russia. Alcuni esperti temono che l’introduzione del Rublo Digitale possa consentire al paese di eludere ancora più norme internazionali e di finanziare attività illegali o destabilizzanti.

Nonostante le potenziali controversie, la Russia sembra determinata a procedere con l’implementazione del Rublo Digitale. Il governo ha già avviato un piano per l’estensione della criptovaluta russa che dovrebbe durare fino al 2027. Una mossa che per alcuni osservatori sembra sia più l’introduzione non di una forma di moneta innovativa, ma di un lasciapassare che consentirà soprattutto al governo russo di controllare ancora di più i suoi cittadini.

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