Da quando ChatGPT è stato lanciato da OpenAI ha fatto passi da gigante continuando ad aggiornarsi e presentando numerose novità che, nonostante l’arrivo di diversi competitor di livello, l’hanno sempre fatto rimanere una delle tecnologie più usate. Ora, però, pare che il chatbot stia perdendo qualche colpo tanto da essere meno intelligente di quanto “è nato”, una sorta di Benjamin Button della tecnologia insomma. A dirlo è uno studio realizzato della Stanford University e dell‘Università della California, Berkeley.
ChatGPT, il Benjamin Button della tecnologia?
La ricerca effettuata dalle due università, e in particolar modo condotta da Lingjiao Chen, Matei Zaharia e James Zou, si intitola “Come cambia il comportamento di ChatGpt nel tempo?” ed è stata realizzata proprio con lo scopo di mostrare i cambiamenti del software di Intelligenza Artificiale.
Durante le loro analisi i ricercatori hanno testato i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (Llm) di OpenAI, in particolare Gpt-3.5 e Gpt-4, su varie attività che andavano dalla risoluzione di problemi matematici alla risposta a domande sensibili fino alla generazione di codice e del ragionamento visivo.
Ne è emerso che l’abilità di Gpt-4 di riconoscere i numeri è in netto calo tanto che da marzo a giugno dello stesso anno è passata da una precisione del 97,6% a solo il 2,4% di giugno. Al contrario il primo modello Gpt-3.5 è migliorato nelle sue prestazioni.
A rispondere a queste analisi è stato Peter Welinde, vice presidente prodotto di OpenAi che, con un tweet sul suo canale ufficiale ha affermato “No, non abbiamo reso GPT-4 più stupido. Al contrario: rendiamo ogni nuova versione più intelligente della precedente. Ipotesi attuale: quando lo usi più pesantemente, inizi a notare problemi che non vedevi prima”.