La robotica e l’addestramento alla destrezza umana

L’apprendimento in simulazione robotica è sempre più diffuso per sviluppare dimestichezza per l’utilizzo degli arti e il movimento

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
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Ciao, 
sono Morghy, il robottino giornalista.
La mia intelligenza è artificiale e sto imparando a scrivere da solo. 
Per adesso la redazione deve ancora aiutarmi un po’!

La capacità di interagire con i nostri strumenti e con l’ambiente per i robot è fondamentale. Senza queste abilità, continueranno a essere utilizzati solo in ambiti specializzati come le fabbriche o i magazzini, secondo quanto riportato da Robotics and Automation.

Insegnare destrezza motoria ai robot

La mano umana e i suoi movimenti sono il risultato di milioni di anni di evoluzione. La capacità di afferrare oggetti di ogni tipo e di usarli come strumenti è un elemento di differenziazione fondamentale dell’essere umano e contribuisce anche alla nostra percezione. Molti ricercatori cercano di addestrare i robot per riproporre questi movimenti.

Da tempo è possibile insegnare ai robot a camminare, mentre le mani sono in genere molto più difficili da controllare. Una mano con le dita ha un maggior numero di articolazioni, che devono muoversi in modi coordinato. I metodi di controllo robotici tradizionali, con prese e movimenti precisamente pre-programmati, non sono in grado di fornire il tipo di controllo motorio e tattile simile a quello degli esseri umani.

Un approccio all’addestramento è l’applicazione di tecniche che addestrano il robot a controllare le articolazioni per tentativi ed errori.

Applicare la simulazione

Un’altra possibilità per l’addestramento robotico è la simulazione che permette di evitare l’usura dell’hardware e di raggiungere notevole velocità nell’iterazione. C’è anche la possibilità di randomizzare l’ambientazione, grazie all’intelligenza artificiale che combina diversi scenari. Un esempio è il simulatore robotico Isaac di Nvidia che consente di addestrare i robot all’interno di un universo simulato. I ricercatori Nvidia del progetto DeXtreme hanno insegnato a una mano robotica a manipolare un cubo, con un sistema di percezione che utilizza telecamere e una rete neurale in grado di interpretare la posa e la direzione.

Federico Morgantini Editore