Cresce la fiducia nella tecnologia, lo rivela il Trust Barometer

Sale la credibilità del 5G (66%), dell’IoT (60%), così come dell’Intelligenza Artificiale, che raggiunge il 59% dei consensi

Anna Vittoria Magagna
tecnologia

Secondo il sondaggio annuale realizzato da Edelman, Trust Barometer 2022, il 73% degli italiani ha fiducia nella tecnologia, un dato che cresce rispetto al 2021.

La credibilità nella tecnologia in crescita

I risultati del Trust Barometer 2022, pubblicati dalla società di consulenza Edelman, che monitorano la fiducia dei consumatori verso aziende, media, governi e Ong in diversi settori, tra cui quello della tecnologia, testimonia una sua crescita di credibilità a livello globale nei confronti di quest’ultima. Secondo l’Ansa, in Asia si registra una crescita elevata con Cina e Indonesia, che fanno registrare tassi del 90% del 91% rispettivamente mentre Stati Uniti e Canada sono in lieve decrescita. Per quanto riguarda l’Europa, la fiducia nella tecnologia sale in Italia al 73%, in seconda posizione rispetto all’Olanda per un solo punto percentuale, precedendo molti paesi come Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Sale anche la credibilità del 5G (66%) e dell’IoT (60%), così come dell’Intelligenza Artificiale, che raggiunge il 59% dei consensi. Dati importanti per la crescita e lo sviluppo e per una maggiore adozione delle nuove tecnologie.

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Per quanto riguarda le minacce percepite in questo ambito, l’Italia (44%) è tra i Paesi meno preoccupati per la privacy dei dati, mentre cresce la paura per gli hacker, e i cyber attacchi con una percentuale del 69%. Scende al 53% la percezione del rischio di perdita di lavoro a causa delle innovazioni tecnologiche o dell’automazione.

I dieci risultati principali del Trust Barometer 2022

Dai risultati globali emessi da Edelman, si evince che nei 28 Paesi intervistati esiste una crescente sfiducia nei confronti del governo e delle istituzioni, mentre gli intervistati si aspettano un maggiore impegno sul fronte sociale da parte delle imprese.

Ecco un elenco dei dieci risultati principali rilevati dallo studio:

-La sfiducia è ormai l’emozione di default della nostra società. Quasi 6 persone su 10 affermano che la loro tendenza è quella di non fidarsi di qualcosa finché non vede delle prove.

-Le imprese sono le istituzioni che ispirano maggiore fiducia secondo il 61%, davanti alle ONG (59%), al governo (52%) e ai media (50%).

-Il 48% ha sfiducia nel governo e il 46% nei media.

-Nessuna delle principali fonti di informazione gode di fiducia per notizie e informazioni generali. La fiducia nei motori di ricerca è del 59%, seguita dai media tradizionali al 57%, dai media di proprietà al 43% e dai social media al 37%.

-La preoccupazione per le fake news è al massimo storico al 76%.

-In molti dei Paesi democratici, oggetto dello studio, le istituzioni godono della fiducia di meno della metà dei propri cittadini. In Germania al 46 %, 45 % in Spagna, 44% nel Regno Unito e 43% negli Stati Uniti.

– Senza la fiducia nelle istituzioni, le paure della società si ampliano, in particolare, l’85% è preoccupato per la perdita del proprio lavoro e il 75% per i cambiamenti climatici.

– Le imprese superano i governi di 53 punti per percezione di competenza e di 26 punti per etica. Anche se gli intervistati ritengono comunque che non stiano facendo abbastanza per affrontare i problemi della società, per il cambiamento climatico (52%), la disuguaglianza economica (49%), la riqualificazione della forza lavoro (46%) e l’affidabilità delle informazioni (42%).

– I dipendenti chiedono una leadership impegnata sul fronte sociale. Il 60% desidera che il proprio CEO si esprima su questioni a loro care. L’80% della popolazione desidera che siano coinvolti in campo di politiche pubbliche sull’occupazione e l’economia (76%), sull’iniquità dei salari (73%), sulla tecnologia e l’automazione (74%) e sul riscaldamento globale e i cambiamenti climatici (68%);

-Secondo gli intervistati le imprese hanno un ruolo da leader nel rompere il circolo vizioso della sfiducia per quanto riguarda il cambiamento climatico, il 52% afferma che le imprese non stanno facendo abbastanza.

Federico Morgantini Editore

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