iPhone Duo, dal polimero più rigido alla nano-texture

Lo schermo è prodotto da Samsung, ma nasce dalle specifiche di Cupertino: ecco come la finitura nano-texture riduce la visibilità della piega

Redazione
Display iphone duo pieghevole Apple con schermo Samsung e soluzione anti piega

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Il primo iPhone pieghevole punta su una collaborazione industriale che mette insieme le capacità produttive di Samsung Display e le specifiche progettuali di Apple. L’azienda di Cupertino ha chiarito che il pannello di iPhone Duo è stato sviluppato su misura, senza ricorrere a un componente standard già disponibile sul mercato. Al centro del progetto c’è soprattutto la gestione della piega, uno dei problemi più evidenti dei dispositivi flessibili, affrontato con una serie di soluzioni pensate per migliorare la resa visiva e l’esperienza d’uso.

Samsung produce, Apple progetta

La collaborazione tra le due aziende non significa che iPhone Duo utilizzi lo stesso display dei Galaxy Z Fold. Come spiegato da tre dirigenti Apple in un’intervista con Michael Fisher, conosciuto online come MrMobile, il processo parte dalle esigenze definite a Cupertino e coinvolge successivamente i fornitori incaricati di realizzare i singoli componenti.

Il principio è stato riassunto da JP Guillou, senior director delle tecnologie display di iPhone, secondo cui il pannello non esiste presso il fornitore prima che Apple inizi a lavorarci. Samsung mette quindi a disposizione le proprie competenze produttive, mentre progettazione e specifiche restano nelle mani dell’azienda californiana. L’obiettivo è ottenere un componente personalizzato, sviluppato per rispondere ai requisiti del dispositivo.

La finitura nano-texture per rendere meno visibile la piega

Una delle caratteristiche più interessanti dello schermo interno è la finitura nano-texture, progettata per ridurre i riflessi e rendere meno evidente la piega centrale. Come ha spiegato Guillou, le irregolarità di una superficie diventano più visibili quando riflettono in modo nitido la luce dell’ambiente circostante.

Per limitare questo effetto, Apple ha introdotto sulla superficie una distribuzione di microlenti, piccole strutture che disperdono la luce riflessa. In questo modo, la superficie può apparire otticamente più uniforme e le discontinuità risultano meno percepibili. Il sistema è stato studiato anche per consentire alla luce dei pixel di attraversare correttamente lo strato superficiale.

A completare la soluzione c’è un rivestimento antiriflesso personalizzato, pensato per contenere la perdita di saturazione dei colori che può accompagnare le superfici opache. L’intervento non riguarda quindi soltanto la piega, ma anche la qualità complessiva dell’immagine.

Il formato largo e la continuità tra i due schermi

Apple ha spiegato anche la scelta di adottare un formato più largo e basso rispetto a quello di altri smartphone pieghevoli. L’ispirazione arriva dalle proporzioni dei fogli A4: piegando un foglio a metà, il rapporto tra i lati rimane invariato. Lo stesso principio è stato applicato al dispositivo, in modo che lo schermo esterno abbia le proporzioni di una metà di quello interno.

Questa impostazione punta a rendere più naturale il passaggio da una superficie all’altra. I vantaggi riguardano anche gli sviluppatori, che possono lavorare su due display con proporzioni coerenti, semplificando la progettazione delle applicazioni per le diverse modalità di utilizzo.

Resistenza, materiali e fotocamera sotto il display

La durata è un altro aspetto centrale del progetto. Apple ha indicato la certificazione IP68 e l’impiego, sotto il pannello, di un nuovo polimero di supporto dichiarato più rigido del 40%. Anche la cerniera utilizza materiali e rivestimenti selezionati dal team di ingegneria dei materiali. L’azienda, tuttavia, non ha comunicato un numero preciso di cicli di apertura e chiusura completati nei test, preferendo descrivere le prove in relazione alle situazioni d’uso quotidiane.

Parte delle soluzioni deriva dall’esperienza maturata con iPhone Air, soprattutto per la scocca in titanio e gli inserti in ceramica nelle separazioni delle antenne. La finitura nano-texture, invece, riprende il lavoro già svolto sui prodotti iPad e Mac.

Infine, la fotocamera frontale è collocata sotto il display interno, così da evitare fori e interruzioni nella superficie. La scelta comporta un compromesso sulla nitidezza rispetto alla fotocamera dello schermo esterno. Apple ha spiegato di aver lavorato sia sul pannello sia sull’elaborazione delle immagini, sfruttando anche le reti neurali eseguite dal chip per compensare la minore quantità di luce che raggiunge il sensore. La soluzione è pensata soprattutto per FaceTime, mentre per i selfie di qualità superiore è possibile utilizzare la fotocamera posteriore da 48 megapixel con lo schermo esterno come anteprima.

Fonte: iSpazio

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