Spotify sfida CarPlay: arriva l’app nativa per le auto Audi

La nuova applicazione sfrutta Android Automotive, elimina la necessità dello smartphone e introduce funzioni dedicate all’ascolto in automobile

Redazione
Spotify auto audi sull'infotainment di un'auto Audi compatibile

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Spotify porta la propria esperienza di ascolto direttamente nell’infotainment delle automobili, senza richiedere il collegamento con uno smartphone. La nuova applicazione nativa debutta su alcuni modelli Audi e sfrutta Android Automotive, il sistema operativo di Google integrato nei veicoli. La novità permette alla piattaforma di gestire direttamente l’interfaccia e introduce nuove possibilità per ascoltare musica e podcast a bordo, anche senza ricorrere ad Apple CarPlay e Android Auto.

Spotify debutta con la sua app nativa sulle Audi

Annunciata il 21 ottobre 2026, la nuova applicazione è disponibile su una selezione di automobili Audi, tra cui le elettriche A6 e-tron e Q6 e-tron e i modelli a motore termico A5, Q5 e A6. Il software viene eseguito direttamente sull’hardware del sistema di infotainment, eliminando la necessità di collegare il telefono, utilizzare il Bluetooth o ricorrere a cavi ausiliari.

La novità rappresenta un cambiamento significativo per Spotify, che punta a superare la dipendenza dalla proiezione dello schermo dello smartphone. Finora, infatti, molti automobilisti hanno utilizzato Apple CarPlay e Android Auto per accedere alle proprie applicazioni durante i viaggi.

Come spiegato da Jonathan Tarlton, responsabile dello sviluppo commerciale automotive di Spotify, l’applicazione è stata sviluppata nell’arco di poco più di un anno. L’obiettivo è offrire un’esperienza più completa, sulla quale l’azienda possa esercitare un controllo diretto.

Un’interfaccia progettata direttamente da Spotify

La differenza rispetto alla precedente integrazione con Android Automotive riguarda soprattutto la gestione dell’interfaccia grafica. La versione precedente forniva catalogo musicale, playlist e dati, lasciando però a Google il compito di organizzare la visualizzazione attraverso i propri modelli grafici.

La nuova applicazione adotta invece un approccio definito *headful*: Spotify può progettare e disegnare direttamente gli elementi mostrati sugli schermi dell’automobile. «Possediamo l’esperienza utente», ha spiegato Tarlton, sottolineando la possibilità di superare i vincoli imposti da template e framework esterni.

Questo non significa che Spotify abbandonerà Apple CarPlay e Android Auto. L’azienda continuerà a investire nei sistemi di proiezione da smartphone, ma la nuova app offrirà agli utenti un’alternativa. Tra i vantaggi attesi figurano un avvio più immediato e una riduzione dei problemi legati alle connessioni wireless, che in alcune automobili possono risultare instabili.

Musica condivisa e nuove funzioni per i passeggeri

La versione nativa introduce anche funzionalità pensate per rendere l’ascolto un’esperienza più condivisa. I passeggeri potranno scansionare un codice QR sullo schermo per partecipare a una sessione Spotify Jam, contribuendo alla coda di riproduzione direttamente dai propri smartphone.

Sulle automobili dotate di un display secondario dedicato al passeggero anteriore, sarà inoltre possibile consultare i testi delle canzoni, esplorare i contenuti e guardare video senza interferire con le attività del conducente.

Quando il veicolo è parcheggiato o in ricarica, le animazioni, i testi e i video dei podcast possono essere visualizzati sullo schermo centrale. L’intento è favorire una fruizione collettiva dei contenuti multimediali, trasformando l’abitacolo in uno spazio di intrattenimento condiviso.

Perché il mercato automobilistico è importante per Spotify

I numeri aiutano a comprendere le ragioni dell’investimento. Secondo i dati riportati da The Verge, il 34% degli utenti attivi mensili e il 77% degli abbonati Premium ascolta contenuti Spotify anche in automobile. Si tratta quindi di un canale rilevante per la piattaforma, che punta a migliorare l’esperienza di una parte consistente del proprio pubblico.

La distribuzione iniziale sui veicoli Audi rappresenta il primo passo di una strategia più ampia. Concentrandosi sulle automobili equipaggiate con Android Automotive, Spotify può utilizzare un’applicazione standard, distribuendola attraverso il Google Play Store o gli store proprietari dei costruttori, come l’Audi Application Store.

Questa scelta dovrebbe limitare la necessità di sviluppare software completamente differenti per ogni marchio, riducendo la frammentazione. Secondo Tarlton, l’obiettivo è creare uno spazio aperto per le applicazioni nel settore automobilistico, facilitando l’integrazione dei servizi digitali nei sistemi di bordo.

Fonte: The Verge

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