Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Robot modulari progettati per ispezionare infrastrutture industriali, software per l’intelligenza artificiale fisica e sistemi capaci di ridurre il lavoro manuale nella gestione dei dati. È su questi tre elementi che punta CaliperAI, startup con sede a Bengaluru, in India, che sta sviluppando una piattaforma tecnologica per rendere i robot più adattabili a contesti e attività differenti, dalle reti elettriche agli impianti industriali.
Fondata nel 2024 da Mohanvarakrishna Boddeti e Gautham Raju, l’azienda ha iniziato concentrandosi sugli strumenti per lo sviluppo e la validazione dei sistemi di guida autonoma, per poi ampliare il proprio raggio d’azione verso la physical AI e i veicoli terrestri senza equipaggio, noti come UGV (Unmanned Ground Vehicles).
CaliperAI sviluppa software per la physical AI
L’idea alla base del progetto nasce da una lacuna individuata dai fondatori nel settore della guida autonoma: gli strumenti per sviluppare il software e quelli per verificarne il funzionamento erano disponibili separatamente, ma mancava una piattaforma intelligente in grado di accompagnare l’intero ciclo, dallo sviluppo alla validazione e al rilascio.
Per rispondere a questa esigenza, CaliperAI ha realizzato tre strumenti. CaliperCapture raccoglie dati provenienti da sensori differenti; CaliperOwl aiuta gli sviluppatori a comprendere e organizzare gli insiemi di dati; CaliperGT genera invece le etichette di riferimento, utilizzate per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Le tre soluzioni lavorano insieme per ridurre le attività manuali necessarie alla preparazione dei dati e alla verifica dei sistemi autonomi. La piattaforma utilizza flussi di lavoro assistiti dall’AI e sistemi agentici per automatizzare parte dell’etichettatura, il processo attraverso cui vengono identificati oggetti e situazioni nelle registrazioni dei sensori.
L’obiettivo è facilitare l’individuazione degli scenari più complessi e verificare come reagiscono i sistemi. L’infrastruttura, sottolinea Boddeti, non è destinata soltanto ai robot autonomi, ma può essere utilizzata da qualsiasi robot che impieghi sensori.
Robot modulari per ispezionare le infrastrutture industriali
Accanto al software, la startup sta sviluppando un veicolo terrestre autonomo per l’ispezione di asset industriali, tra cui gru, trasformatori, linee di trasmissione e sottostazioni elettriche.
In questi ambienti, le attività di controllo possono esporre i lavoratori a rischi significativi, soprattutto in presenza di infrastrutture ad alta tensione. L’intenzione, precisa Raju, non è sostituire le persone, ma fornire loro un supporto nelle situazioni in cui muoversi o lavorare in sicurezza risulta difficile.
Il robot non viene progettato per una singola funzione. La sua architettura modulare dovrebbe consentire di adattarlo anche ad attività come la gestione dei magazzini, la sorveglianza, il pattugliamento e il monitoraggio delle reti elettriche. La configurazione potrà quindi cambiare in base all’ambiente operativo e alle esigenze del cliente.
Hardware riutilizzabile per ridurre costi e tempi di sviluppo
Uno dei principi centrali del progetto è trasferire all’hardware la logica di riutilizzo tipica del software. Invece di costruire una macchina diversa per ogni applicazione, CaliperAI vuole combinare componenti meccanici, software e modelli di AI già sviluppati, adattandoli attraverso configurazioni differenti.
Raju cita, a titolo di esempio, un ipotetico impianto solare nel Kutch, nello Stato indiano del Gujarat, che necessiti di robot per il monitoraggio. Anziché importare una macchina e modificarla per le esigenze del sito, l’azienda punta a realizzare una configurazione adeguata e passare rapidamente dai test all’impiego operativo.
Secondo il cofondatore, il processo potrebbe prevedere il completamento di una prova sul campo in circa cinque mesi e la possibilità di arrivare a distribuire 100 robot nell’impianto entro sei mesi. Si tratta, tuttavia, di una tempistica esemplificativa del modello di sviluppo previsto, non di una distribuzione già realizzata.
Finanziamento e prossimi sviluppi
CaliperAI è attualmente autofinanziata. I due fondatori hanno investito complessivamente circa 2 crore di rupie, pari a 20 milioni di rupie indiane secondo la numerazione locale? No, un crore equivale a 10 milioni di rupie, quindi l’investimento indicato corrisponde a circa 20 milioni di rupie.
La startup sta valutando un round di finanziamento seed per sostenere lo sviluppo dell’hardware e realizzare infrastrutture dedicate alla validazione fisica dei robot. Tra le priorità figurano test in ambienti fuoristrada e in aree dove il segnale GPS non è disponibile.
L’ambizione è controllare l’intera filiera, dalla progettazione del software alla realizzazione delle macchine, mantenendo al tempo stesso un’architettura modulare. Secondo Raju, questa impostazione dovrebbe contribuire a contenere i costi e rendere i robot più accessibili alle aziende interessate a utilizzarli.
Fonte: YourStory