Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Recuperare metalli preziosi e strategici dalle batterie esauste, riducendo il ricorso a trattamenti chimici esterni: è la sfida affrontata da Metastable Materials, startup con sede a Bengaluru, in India. Fondata nell’ottobre 2021, l’azienda ha sviluppato un processo di raffinazione che permette di recuperare litio, nichel, cobalto, rame e alluminio dalle batterie agli ioni di litio a fine vita. L’obiettivo è valorizzare materiali già disponibili, trasformando un rifiuto potenzialmente pericoloso in una risorsa per diversi comparti industriali. Il progetto è stato inserito nella selezione Tech30 2026 di YourStory, dedicata alle startup indiane più promettenti.
Una tecnologia per recuperare metalli senza reagenti esterni
Metastable Materials raccoglie batterie esauste agli ioni di litio e *black mass*, la polvere ottenuta dalla frantumazione degli accumulatori, attraverso una rete che comprende commercianti di rottami, riciclatori e produttori industriali. Il trattamento parte dalla triturazione subacquea, una soluzione progettata per eliminare i rischi di incendio e impedire il rilascio di gas tossici durante questa fase.
Il cuore della tecnologia è una reazione brevettata con il nome di Integrated Carbothermal Reduction. A differenza dei metodi convenzionali, che impiegano agenti chimici esterni per rompere i legami tra gli elementi, il sistema sfrutta le reazioni tra materiali già presenti nelle batterie, tra cui la grafite e i composti a base di nichel, manganese e cobalto.
Come spiega il cofondatore Shubham Vishvakarma, il principio consiste nel far reagire tra loro i componenti contenuti negli accumulatori per separarli. Una volta spezzati i legami chimici, i metalli vengono distinti sfruttandone le proprietà fisiche: il rame attraverso densità e duttilità, il litio mediante dissoluzione in acqua, mentre per nichel e cobalto viene utilizzato il magnetismo.
Dalle batterie esauste alle materie prime per l’industria
L’azienda non si limita a recuperare materiali intermedi destinati esclusivamente alla produzione di nuove batterie. Opera infatti come raffinatore B2B e fornisce metalli lavorati a utilizzatori industriali di diversi settori. Il litio viene trasformato in carbonato di litio di grado batteria, destinato anche ai produttori di vetro, ceramica e cemento.
Il nichel viene fornito alle aziende chimiche che producono precipitati misti di idrossidi e all’industria dell’acciaio inossidabile. Il cobalto trova impiego nella produzione di magneti e pigmenti, mentre il rame è destinato alla fusione e alla realizzazione di barre conduttrici, note come *busbar*. L’alluminio recuperato viene invece utilizzato nella fusione di componenti per il settore automobilistico.
Per quanto riguarda il modello commerciale, Metastable acquista le materie prime a prezzi di mercato e vende i prodotti raffinati a valori collegati agli indici di riferimento delle borse dei metalli di Londra, Shanghai, dell’India (MCX) e di Bombay.
Impianti, brevetti e capacità produttiva
La startup progetta e realizza internamente gran parte delle apparecchiature utilizzate nel processo, tra cui trituratori, mulini, separatori magnetici e per densità, caldaie, forni e agitatori. Ha inoltre sviluppato un sistema a scarico liquido zero, basato sulla ricompressione meccanica del vapore: quello generato durante l’ebollizione viene compresso e riutilizzato per riscaldare altra acqua.
Metastable ha depositato sei domande di brevetto in Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Cina e India, dove ha già ottenuto la prima concessione. L’azienda dispone di un ufficio e di uno stabilimento di circa mezzo acro nell’area industriale di Harohalli, a Bengaluru, oltre a una seconda struttura a Delhi, vicino ai fornitori delle batterie da trattare.
Lo stabilimento di Bengaluru ha una capacità installata di 1.500 tonnellate all’anno. Secondo quanto riportato da YourStory, il suo tasso di utilizzo della capacità è raddoppiato ogni trimestre per tre trimestri consecutivi.
Finanziamenti e prossimi obiettivi di crescita
Metastable Materials ha iniziato a generare ricavi nel 2025. Il percorso di finanziamento era partito nel gennaio 2022 con un round pre-seed guidato da Akshay Singhal e Kartik Hajela, fondatori di Log9 Materials. Nel 2023 è arrivato un round seed con la partecipazione di Surge, fondo legato a Peak XV Partners, Speciale Invest e Theia Ventures.
Ora la società sta preparando una nuova raccolta di capitali per finanziare impianti commerciali più grandi. Per Vishvakarma, la struttura attuale ha dimostrato la validità della tecnologia, l’interesse dei clienti e la sostenibilità economica del modello. La prossima fase consiste quindi nel passare a uno stabilimento su scala industriale più ampia.
La sfida si inserisce in un mercato importante per l’India, che importa gran parte dei metalli critici necessari alla produzione di batterie mentre continua ad accumulare rifiuti da accumulatori. La possibilità di recuperare materie prime dai dispositivi a fine vita offre un’alternativa per valorizzare queste risorse e diversificare le fonti di approvvigionamento industriale.
Fonte: YourStory