Dalla sponsorizzazione alla pista: l’AI cambia il lavoro nei team di IndyCar

La collaborazione con Chip Ganassi Racing va oltre la sponsorizzazione e punta a ottimizzare gli assetti delle vetture attraverso l’analisi dei dati

Redazione
Ai motorsport setup al lavoro su dati e configurazioni di un team in pista

L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più concreto nel motorsport, andando oltre le sponsorizzazioni e arrivando direttamente alla preparazione delle vetture. È il caso della collaborazione tra OpenAI e Chip Ganassi Racing, una delle squadre più vincenti della IndyCar, che nel corso della stagione 2026 ha utilizzato il supporto di un ricercatore della società per ottimizzare gli assetti delle auto. Un esempio di come le tecnologie AI e il machine learning possano contribuire alle prestazioni in pista attraverso l’analisi dei dati e il lavoro di ingegneria.

OpenAI e Chip Ganassi Racing, una collaborazione che va oltre la sponsorizzazione

Negli ultimi anni è cambiato il panorama degli sponsor nel motorsport. Se in passato erano soprattutto i marchi del tabacco e, in misura minore, quelli degli alcolici a finanziare le squadre, oggi sulle carrozzerie delle vetture trovano sempre più spazio aziende legate a criptovalute, cybersecurity e intelligenza artificiale.

La collaborazione tra OpenAI e Chip Ganassi Racing rappresenta un passo ulteriore: il contributo dell’azienda non si limita al sostegno economico, ma riguarda anche il lavoro tecnico necessario per migliorare le prestazioni delle vetture.

Chip Ganassi Racing è una delle realtà dominanti della IndyCar. Negli ultimi vent’anni, i suoi piloti hanno conquistato il campionato per 13 volte, prima con Dario Franchitti e Scott Dixon e, più recentemente, con Álex Palou. Lo spagnolo ha conquistato nel 2026 il suo quinto titolo in sei stagioni, confermando la competitività della squadra.

Come l’intelligenza artificiale aiuta a migliorare gli assetti

Nel corso della stagione 2026, OpenAI e uno dei suoi ricercatori hanno collaborato con la squadra per ottimizzare gli assetti delle vetture di Palou. La collaborazione è raccontata in una serie documentaristica pubblicata su YouTube, della quale il 7 ottobre è stato diffuso il secondo episodio.

Il lavoro si inserisce in una stagione particolarmente competitiva per il pilota spagnolo. Palou ha vinto sei delle 18 gare disputate, pari a un terzo del calendario, il doppio dei successi ottenuti da qualsiasi altro concorrente. Ha inoltre conquistato otto pole position, un risultato superiore a quello degli avversari.

In occasione della gara disputata a Washington DC, la vettura numero 10 ha corso con i colori di OpenAI, anziché con la consueta livrea gialla e rossa di DHL. Palou ha conquistato la pole position sul nuovo circuito, anche grazie al lavoro svolto con il supporto dell’azienda. La gara, tuttavia, non ha avuto lo stesso esito positivo.

L’esperienza mostra come le competenze nel campo dell’intelligenza artificiale possano trovare applicazione in un settore in cui la preparazione tecnica e l’interpretazione dei dati incidono direttamente sui risultati.

Dalla IndyCar alla Formula 1: l’AI entra nell’ingegneria del motorsport

Quello di OpenAI e Chip Ganassi Racing non è un caso isolato. Negli ultimi anni, diversi protagonisti del motorsport hanno sperimentato strumenti di intelligenza artificiale e machine learning per migliorare i processi ingegneristici e l’analisi delle informazioni raccolte durante le gare.

General Motors, per esempio, ha sviluppato strumenti capaci di prevedere le neutralizzazioni delle gare analizzando le comunicazioni radio. Si tratta di una delle applicazioni che impiegano modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), mentre altre soluzioni AI vengono utilizzate per compiti più strettamente legati all’ingegneria.

La stessa divisione motorsport di GM ha realizzato uno strumento in grado di analizzare in pochi secondi i dati relativi agli incidenti, utilizzando le immagini scattate dai fotografi a bordo pista. Queste attività vengono coordinate dalla nuova sede di Charlotte, in North Carolina, che supporta anche il nuovo team Cadillac di Formula 1 e altri concorrenti della IndyCar. Chip Ganassi Racing, invece, utilizza motori Honda.

Anche IBM e Dallara, azienda che costruisce le monoposto IndyCar e numerose altre vetture da competizione in fibra di carbonio, hanno pubblicato uno studio sull’impiego dell’AI nello sviluppo aerodinamico. La ricerca mostra come sia possibile addestrare modelli di intelligenza artificiale sui dati della fluidodinamica computazionale per accelerare lo sviluppo delle soluzioni aerodinamiche.

Un approccio simile viene adottato anche da più di una scuderia di Formula 1, che collabora con la società Neural Concept.

Il vantaggio competitivo passa anche dai dati

Il rapporto tra innovazione tecnica e risultati sportivi accompagna il motorsport da decenni. Nel 1975, il pilota Mark Donohue pubblicò l’autobiografia The Unfair Advantage, nella quale raccontava come un metodo rigoroso nell’ingegnerizzazione della vettura potesse trasformarsi in un vantaggio competitivo.

Il caso di Palou si inserisce in questa tradizione. Prima ancora della collaborazione con OpenAI, lo spagnolo poteva già contare su una squadra estremamente competitiva e su una serie di risultati che lo avevano portato ai vertici della categoria.

L’intelligenza artificiale aggiunge ora un nuovo elemento a questo processo: la possibilità di sfruttare strumenti avanzati per affinare gli assetti e supportare il lavoro degli ingegneri. Resta da capire quanto queste tecnologie potranno incidere ulteriormente sugli equilibri della IndyCar e se riusciranno a contribuire a ridurre il divario con il pilota che, negli ultimi anni, ha raccolto più titoli e successi di tutti gli altri.

5 ipotesi di titolo e sottotitolo

1.

La collaborazione con Chip Ganassi Racing va oltre la sponsorizzazione e punta a ottimizzare gli assetti delle vetture attraverso l’analisi dei dati.

2. Come OpenAI usa l’AI per migliorare le prestazioni delle auto da corsa

La partnership con Chip Ganassi Racing mostra come machine learning e ingegneria possano contribuire alla ricerca del miglior assetto in pista.

3. AI e motorsport, OpenAI collabora con Chip Ganassi Racing in IndyCar

Un ricercatore della società ha lavorato con la squadra di Álex Palou per ottimizzare le vetture, in una stagione ricca di pole position e vittorie.

4.

OpenAI supporta Chip Ganassi Racing nella preparazione delle auto, mentre altri protagonisti del motorsport sperimentano nuovi strumenti di analisi.

5. Motorsport, dall’AI agli assetti: il caso OpenAI e Álex Palou

La tecnologia entra nel lavoro degli ingegneri di Chip Ganassi Racing e si affianca alle soluzioni già impiegate nello sviluppo aerodinamico.

Fonte: Ars Technica

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