Dark web, esposti 2,5 miliardi di dati nel primo semestre 2026

Crif segnala una crescita degli infostealer: l’Italia è terza al mondo per account rubati attraverso questa tecnica informatica

Redazione

La minaccia informatica continua a crescere e nel primo semestre del 2026 ha raggiunto numeri particolarmente elevati. Secondo l’Osservatorio Crif, nei primi sei mesi dell’anno sono stati esposti sul dark web 2,5 miliardi di dati, mentre phishing, smishing e vishing continuano a rappresentare importanti vettori di attacco. A questi si aggiunge l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, impiegata per creare deepfake audio e video sempre più realistici.

Dark web, esposti 2,5 miliardi di dati

Tra le principali evidenze dell’analisi Crif riportata dall’ANSA, c’è la crescita dei dati sottratti attraverso gli infostealer, malware progettati per operare in modo silenzioso sui dispositivi e raccogliere credenziali e altre informazioni.

Questi virus possono diffondersi attraverso campagne di phishing e software contraffatti, consentendo ai criminali di recuperare dati che possono successivamente finire sui circuiti del dark web.

L’Italia risulta particolarmente coinvolta: il Paese si trova infatti al terzo posto a livello globale per numero di account rubati e diffusi attraverso gli infostealer, alle spalle di Stati Uniti e Francia.

Password ed e-mail tra i dati più esposti

L’Osservatorio Crif ha individuato anche le principali categorie di informazioni presenti sul dark web. Al primo posto ci sono le password, seguite da e-mail, nomi utente, numeri di telefono e nomi e cognomi.

Particolarmente significativo il dato relativo alle carte di credito. La combinazione tra numero della carta, informazioni di sicurezza e data di scadenza viene rilevata nel 99,8% dei casi ed è indicata come una tipologia in forte crescita.

Per quanto riguarda invece gli account associati alle username, la quota maggiore riguarda i servizi, compresi portali per le offerte di lavoro e siti di news, che rappresentano il 26,6% del totale. Seguono i social network con il 20,8% e forum e siti web con il 16,3%.

Italia sesta per il furto di e-mail e password

L’Italia si colloca inoltre al sesto posto tra i Paesi maggiormente colpiti dal furto di e-mail e password online. Prima degli utenti italiani figurano Stati Uniti, Russia, Germania, Francia e Regno Unito.

Secondo i dati dell’Osservatorio, il 32,3% degli utenti italiani ha ricevuto almeno un alert relativo alla compromissione dei propri dati.

Tra gli utenti privati italiani avvisati dai servizi di protezione Crif, le fasce d’età più coinvolte sono quelle tra 51 e 60 anni (26,7%), tra 41 e 50 anni (26,6%) e gli over 60 (20,3%). Gli uomini rappresentano invece il 64,3% degli utenti allertati.

Lombardia e Lazio in testa per numero di alert

La distribuzione degli alert sul territorio italiano mostra una maggiore concentrazione in alcune regioni. La Lombardia rappresenta il 15,7% degli alert, seguita dal Lazio con il 12,3% e dalla Sicilia con l’11,3%.

Seguono Emilia-Romagna (9,7%) e Piemonte (9,5%). I dati dell’Osservatorio fotografano quindi un quadro nel quale il furto e la diffusione di credenziali continuano a rappresentare una componente rilevante delle minacce digitali, accanto alle tecniche di phishing e agli attacchi basati su contenuti audio e video generati con l’intelligenza artificiale.

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