Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La stampa 3D entra sempre più nel cuore delle fabbriche automobilistiche. General Motors utilizza le soluzioni di produzione additiva di Stratasys in oltre 20 stabilimenti, impiegandole per realizzare attrezzature, componenti e strumenti destinati alle attività quotidiane dei reparti produttivi.
La collaborazione, attiva da diversi anni in vari siti del Nord e Sud America, punta a rendere più rapido lo sviluppo delle soluzioni necessarie in fabbrica, con l’obiettivo di ridurre tempi di approvvigionamento e costi e migliorare le operazioni.
Dalle maschere ai ricambi: cosa stampa GM
Le applicazioni della stampa 3D all’interno degli stabilimenti General Motors sono numerose e riguardano diverse fasi del processo produttivo. Tra gli oggetti realizzati figurano utensili, maschere di posizionamento, dispositivi di fissaggio, strumenti per il controllo qualità, protezioni, ricambi e parti per l’impiego finale.
Una parte delle applicazioni riguarda anche gli ausili ergonomici, progettati per rendere più semplici alcune attività degli operatori. La tecnologia viene quindi utilizzata sia nell’assemblaggio sia nella verifica dei pezzi e nelle attività legate alla sicurezza.
Si tratta di strumenti che nascono spesso dalla necessità di risolvere problemi specifici di una singola linea produttiva. La produzione additiva consente di sviluppare direttamente una soluzione destinata a quell’esigenza, senza dover ricorrere esclusivamente a processi di approvvigionamento esterni.
Le stampanti Stratasys F900 e il modello replicabile
Tra i sistemi utilizzati da GM figurano le Stratasys F900, stampanti industriali basate sulla tecnologia FDM. Il loro impiego si inserisce in un modello organizzativo che punta non soltanto a risolvere rapidamente i problemi locali, ma anche a condividere le soluzioni che si dimostrano efficaci.
Un gruppo di lavoro può infatti sviluppare un’attrezzatura all’interno di uno stabilimento, validarla rapidamente e trasferire l’applicazione ad altre fabbriche della rete GM. Se un impianto deve affrontare un problema analogo, la soluzione già sviluppata può quindi essere replicata.
Questo approccio permette di trasformare una necessità circoscritta in un’applicazione utilizzabile in più stabilimenti. Le aziende indicano inoltre tra gli obiettivi la riduzione dei fermi di produzione e una maggiore velocità nella risoluzione dei problemi. Il comunicato, tuttavia, non fornisce numeri specifici sui risparmi economici o sulla riduzione dei tempi.
Una rete interna per condividere le soluzioni
Il modello descritto da Stratasys e GM punta quindi sulla capacità dei singoli reparti di intervenire direttamente sulle proprie esigenze. Doneen McDowell, vicepresidente delle operazioni produttive nordamericane di GM per l’assemblaggio di pickup full-size e SUV di grandi dimensioni, sottolinea proprio la possibilità di mettere a disposizione dei lavoratori strumenti con cui affrontare i problemi del proprio reparto e replicare successivamente i risultati in altri impianti.
La collaborazione sarà inoltre al centro di un nuovo video realizzato in diversi stabilimenti GM del Nord America. La presentazione è prevista presso lo stand Stratasys a IMTS 2026, dove saranno mostrati esempi delle applicazioni e l’integrazione di hardware, materiali, software e competenze di produzione additiva nelle attività industriali.
Il centro Stratasys per la produzione automobilistica
Parallelamente alla rete di GM, Stratasys dispone del North American Stratasys Tooling Center, struttura aperta insieme ad Automation Intelligence a Flint, nel Michigan.
Il centro è dedicato alla validazione delle attrezzature per il settore automobilistico e dispone di stampanti F3300 e F900. Qui è possibile sperimentare maschere, dispositivi di fissaggio e attrezzature terminali per bracci robotici prima della loro introduzione nei processi produttivi.
La struttura è condivisa e accessibile a più costruttori automobilistici. Si tratta quindi di un’infrastruttura distinta dalla rete interna degli stabilimenti GM, ma inserita nello stesso percorso di sviluppo e validazione delle applicazioni di produzione additiva.
Fonte: Interesting Engineering