Sonos cambia pelle e punta tutto sull’intelligenza artificiale

Il nuovo CEO Tom Conrad racconta la svolta dell’azienda, tra Sonos 27, assistenti AI, MCP e una nuova organizzazione interna

Redazione
Sonos 27 presentato come nuova piattaforma dopo la crisi dell’app

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Il rilancio di Sonos passa da una profonda revisione del modo in cui l’azienda considera hardware e software. Tom Conrad, CEO dopo la crisi legata alla riprogettazione dell’app del 2024, ha raccontato a The Verge le scelte che hanno portato alla nuova strategia. Al centro c’è Sonos 27, una piattaforma pensata per rendere i prodotti parte di un unico sistema, con nuove funzioni legate anche all’AI e agli assistenti vocali.

La nuova leadership dopo la crisi dell’app

Conrad è entrato nella fase più delicata di Sonos prima come CEO ad interim nel gennaio 2025, per poi diventare CEO permanente circa sei mesi dopo. In precedenza era stato membro del consiglio di amministrazione e aveva già conosciuto l’azienda come partner attraverso Pandora.

Secondo Conrad, uno dei problemi principali era il modo in cui Sonos concepiva i propri prodotti. L’azienda si era concentrata molto sulla realizzazione di singoli dispositivi hardware, mentre il vero prodotto avrebbe dovuto essere l’intero sistema Sonos, composto da hardware e software.

La riprogettazione dell’app aveva evidenziato questa difficoltà. Il nuovo software era stato pensato per rendere l’azienda più agile, ma il lancio aveva provocato numerosi problemi per gli utenti. Conrad riconosce che Sonos avrebbe dovuto testare più attentamente il prodotto nel mondo reale e procedere con maggiore cautela nella distribuzione.

Dall’app alla piattaforma: la nuova strategia Sonos

La riorganizzazione ha riguardato anche la struttura interna. Conrad spiega che Sonos era divisa in diverse unità dedicate a specifiche categorie di prodotto. Nel giro di poche settimane dall’arrivo come CEO ad interim, l’azienda è passata a una struttura funzionale, con hardware, software e supply chain riuniti all’interno dell’organizzazione dedicata al prodotto.

L’obiettivo è permettere ai team di lavorare trasversalmente sulle priorità dell’azienda, invece di concentrarsi esclusivamente su singoli dispositivi. Da questa impostazione deriva anche la scelta di interrompere progetti come Pinewood, il set-top box che avrebbe portato Sonos a competere in un mercato diverso da quello dell’audio.

Per Conrad, l’azienda rischiava di disperdere le proprie risorse su troppe iniziative. La priorità è quindi tornata al sistema audio e alle richieste degli utenti.

Sonos 27 porta l’AI dentro il sistema

La nuova piattaforma Sonos 27 rappresenta il fulcro della strategia. Per la prima volta Sonos assegna un nome al software che collega i diversi dispositivi e servizi dell’ecosistema. Al suo interno c’è Sonos Fabric, l’architettura che consente ai prodotti di comunicare tra loro attraverso la rete locale.

Una parte importante della novità riguarda l’intelligenza artificiale. Sonos sta introducendo una nuova esperienza vocale basata su tecnologie generative, progettata per comprendere richieste formulate in modo più naturale. L’assistente dovrebbe poter interpretare domande articolate sulla musica, ma anche fornire informazioni e interagire con altri servizi.

L’azienda punta inoltre sull’integrazione con assistenti esterni attraverso MCP. Conrad cita ambienti come ChatGPT, Claude, Gemini e Grok: l’obiettivo è consentire a questi strumenti di interagire con il sistema Sonos e controllarlo.

Cosa cambia per cuffie e smart home

La strategia coinvolge anche il nuovo Ace Ultra, progettato per essere maggiormente integrato nell’ecosistema. Grazie alla nuova piattaforma hardware e a Sonos 27, le cuffie possono collegarsi al sistema e trasferire l’ascolto da un altoparlante alle cuffie senza utilizzare il telefono.

Sonos sta inoltre lavorando sull’idea di trasformare i dispositivi presenti nelle case in una sorta di rete distribuita di capacità di calcolo. Conrad sottolinea che milioni di abitazioni dispongono già di prodotti Sonos dotati di memoria, processore e sistema operativo.

Sul fronte della smart home, invece, l’azienda riconosce che il settore è ancora frammentato tra standard, hub e dispositivi differenti. La strategia è sfruttare l’evoluzione degli assistenti agentici e dei protocolli come MCP per ridurre progressivamente questa complessità, mantenendo però il focus sull’esperienza audio domestica.

Fonte: The Verge

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