Philips Hue e Nanoleaf insieme: i pannelli diventano luci Hue

Un nuovo modulo permette di controllare i pannelli compatibili dall’app Hue, con supporto a Bluetooth, Zigbee e Thread

Redazione
Pannelli nanoleaf hue controllati dall'app Philips Hue con modulo dedicato

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Philips Hue apre il proprio ecosistema ai pannelli luminosi di Nanoleaf, storico concorrente nel settore dell’illuminazione smart. Dal 3 settembre, i possessori dei pannelli Nanoleaf Hexagon, Triangle e Mini Triangle possono integrarli nell’ecosistema Hue attraverso un nuovo modulo dedicato. La soluzione nasce da una collaborazione tra le due aziende e permette di gestire i pannelli direttamente dall’app Philips Hue, estendendo le funzioni disponibili anche a questi prodotti.

Nuovo modulo per l’integrazione dei pannelli Nanoleaf

Il protagonista dell’operazione è il Philips Hue x Nanoleaf Wall Light Module, un dispositivo dal prezzo di 39,99 dollari che si aggancia ai pannelli nello stesso modo del controller originale Nanoleaf. Al suo interno è presente l’intero sistema di connettività Hue, con Bluetooth, Zigbee e Thread attivi contemporaneamente.

Una volta collegato, il modulo consente di utilizzare i pannelli Nanoleaf come vere e proprie luci Hue. Dall’app è quindi possibile gestire anche l’illuminazione a gradiente e utilizzare scene, automazioni, interruttori ed esperienze di intrattenimento dell’ecosistema Philips Hue. I pannelli potranno inoltre interagire con le nuove funzioni MotionAware e Spatial Aware disponibili sul Bridge Pro.

Pannelli Nanoleaf: cosa cambia nella gestione della luce

L’integrazione porta i pannelli Nanoleaf all’interno dell’interfaccia Hue, ma presenta inizialmente alcune limitazioni. Collegando il nuovo modulo, infatti, si perde l’accesso alle scene dinamiche di Nanoleaf, al mirroring dello schermo e alle funzioni reattive alla musica.

Anche i controlli fisici rappresentano una differenza importante: il modulo Hue non dispone di pulsanti, mentre il controller Nanoleaf offre questa possibilità. Al momento, inoltre, è necessario scegliere quale dei due moduli utilizzare.

La situazione dovrebbe cambiare nei prossimi mesi. George Yianni, fondatore e responsabile tecnologico di Philips Hue, ha spiegato che il supporto al controllo simultaneo dei due moduli dovrebbe arrivare entro i prossimi mesi. Quando sarà disponibile, gli utenti potranno utilizzare entrambe le app: l’ultimo comando software impartito avrà la priorità.

Supporto multiprotocollo e compatibilità con Matter

La presenza contemporanea di Bluetooth, Zigbee e Thread permette al modulo di inserirsi nell’infrastruttura di connettività Hue. Questo significa che i pannelli possono essere utilizzati attraverso l’app Hue e, contemporaneamente, con un’app compatibile con Matter come Apple Home.

Philips Hue e Nanoleaf hanno però scelto una strada diversa da una semplice integrazione basata su Matter. Le due aziende hanno lavorato insieme per 18 mesi, ritenendo che lo standard non supportasse ancora alcune delle funzioni dinamiche e di intrattenimento che Philips voleva portare sui pannelli.

L’integrazione riguarda per ora i prodotti della famiglia Nanoleaf Shapes e non comprende Lines, Blocks o Elements. Dal primo ottobre 2026, inoltre, sul sito Philips Hue saranno disponibili i kit starter e le estensioni Nanoleaf Hexagon e Triangle, con prezzi a partire da 49,99 dollari.

Partnership tra due rivali storici

La collaborazione assume un significato particolare perché Philips Hue ha scelto di non sviluppare direttamente una propria linea di pannelli modulari, affidandosi invece a Nanoleaf, azienda che ha contribuito a creare questa categoria di prodotti.

Le due società lavoravano all’integrazione da tempo. Secondo quanto riferito da Gimmy Chu, CEO di Nanoleaf, lui e Yianni si conoscono da anni e avevano già discusso della possibilità di collaborare. Yianni ha spiegato che i prodotti delle due aziende vengono spesso installati insieme e che i pannelli a parete erano da tempo presenti nella roadmap di Hue, ma erano stati rinviati per concentrarsi su altri prodotti.

La scelta di collaborare è stata quindi legata anche alla complessità dello sviluppo. Secondo Yianni, Nanoleaf disponeva di una soluzione già matura, con un equilibrio considerato efficace tra prezzo e design. Una curiosità ulteriore riguarda il rapporto tra le due aziende: la società proprietaria di Hue, Signify, ha recentemente fatto causa a Nanoleaf per una presunta violazione di brevetti.

Fonte: The Verge

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.