Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Qualcomm ha svelato nuovi dettagli sulla GPU della prossima generazione di processori Snapdragon destinati agli smartphone di fascia alta. Dopo aver anticipato i miglioramenti sul fronte della CPU, l’azienda ha ora concentrato l’attenzione sul comparto grafico, dove emerge soprattutto l’introduzione degli Adreno Matrix Cores, unità dedicate all’elaborazione locale dei carichi di lavoro AI. L’obiettivo è ottenere latenza più bassa e consumi energetici ridotti, portando l’intelligenza artificiale sempre più vicino alla GPU.
Qualcomm punta sull’AI per la grafica mobile
La novità più importante riguarda dunque gli Adreno Matrix Cores, che, secondo il materiale mostrato da Qualcomm, sarebbero tre. Si tratta di unità progettate per gestire direttamente sulla GPU determinati carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
La scelta segue l’introduzione, avvenuta un anno fa, della tecnologia SME sulla CPU, pensata proprio per accelerare i carichi AI. Ora Qualcomm trasferisce parte di questa filosofia anche sul comparto grafico, con l’intento di migliorare soprattutto le tecnologie utilizzate nei videogiochi.
Gli Adreno Matrix Cores alimentano infatti la tecnologia Adreno Neural Fusion, che rappresenta l’evoluzione delle soluzioni Qualcomm dedicate alla super-risoluzione AI e alla generazione dei fotogrammi.
Frame generation e super-risoluzione diventano più efficienti
Adreno Neural Fusion promette miglioramenti rispetto alle precedenti soluzioni sotto diversi aspetti. Qualcomm parla innanzitutto di una riduzione degli artefatti visivi, tra cui fenomeni come shimmering e ghosting, oltre a prestazioni più stabili e una maggiore nitidezza dei dettagli.
Un altro elemento particolarmente interessante riguarda l’efficienza energetica: secondo Qualcomm, la nuova soluzione può arrivare a garantire fino al 40% di risparmio energetico rispetto alla tecnologia precedente. Il riferimento dovrebbe essere alla soluzione Snapdragon Game Super Resolution, anche se l’azienda non lo specifica esplicitamente.
L’effetto concreto dovrebbe tradursi in un miglioramento della generazione dei fotogrammi e dell’upscaling nei giochi compatibili. Qualcomm ha inoltre confermato il supporto di Unreal Engine e Unity ad Adreno Neural Fusion, elemento che potrebbe facilitare l’integrazione della tecnologia nei videogiochi sviluppati con questi motori.
Una GPU suddivisa in tre blocchi
Sul fronte dell’architettura, Qualcomm ha annunciato che i nuovi processori smartphone utilizzeranno una GPU composta da tre slice. Le indiscrezioni precedenti avevano ipotizzato fino a sei slice per la serie Snapdragon 8 Elite Gen 6, ma le nuove informazioni diffuse dall’azienda indicano una configurazione differente.
La suddivisione in slice permette di separare i core shader e gli altri blocchi hardware della GPU, rendendo possibile un controllo più granulare dei consumi e un migliore bilanciamento tra potenza e gestione energetica.
Anche la frequenza di funzionamento sale: la nuova GPU Adreno raggiunge 1,45 GHz, contro gli 1,2 GHz indicati per la GPU dello Snapdragon 8 Elite Gen 5. Rimangono invece 18 MB di Adreno High Performance Memory, mentre Qualcomm dichiara un miglioramento dell’efficienza del 12%.
Snapdragon 8 Elite Gen 6, più potenza e nuova connettività
Alla nuova piattaforma grafica si affiancano altri componenti della prossima generazione Snapdragon. Qualcomm indica infatti il modem X105 e il sistema di connettività FastConnect 8800 tra gli elementi della nuova piattaforma.
Il quadro si completa con le anticipazioni già diffuse sulla CPU Oryon, destinata per la prima volta in uno smartphone a raggiungere la soglia dei 5 GHz. Il processore sarà accompagnato dall’architettura FlexCache, progettata per mantenere la CPU adeguatamente alimentata con le istruzioni necessarie.
L’AI entra sempre più nelle GPU
Resta invece da capire se gli Adreno Matrix Cores potranno essere utilizzati anche per attività AI non legate al gaming. Qualcomm, per il momento, ha messo soprattutto in evidenza il loro contributo ad Adreno Neural Fusion e alle tecnologie grafiche.
La direzione intrapresa dall’azienda, però, sembra inserirsi in una tendenza più ampia nel settore dei chipset. Anche Xiaomi ha infatti confermato che la GPU Arm G2-Ultra NX prevista per il suo chipset XRing 03 includerà otto acceleratori neurali.
L’integrazione di hardware AI direttamente nelle GPU potrebbe quindi diventare uno degli elementi distintivi della prossima generazione di processori mobile, con Qualcomm che punta a combinare prestazioni grafiche, generazione dei frame, super-risoluzione ed efficienza energetica all’interno della stessa piattaforma.
Fonte: Android Authority