Bitcoin prepara il prossimo rally? Gli occhi sono sui 70.000 dollari

Il decoupling dai mercati tradizionali rafforza le prospettive di BTC, anche se gli operatori non sono ancora rialzisti

Redazione
Bitcoin rally tech con grafico BTC in rialzo mentre i titoli tecnologici scendono

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Bitcoin mostra una forza relativa inattesa proprio mentre i mercati tecnologici attraversano una fase di vendite. Nell’ultima settimana la criptovaluta non è riuscita a superare stabilmente quota 65.500 dollari, ma ha soprattutto evidenziato un progressivo decoupling rispetto agli asset tradizionali. Mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione ai titoli legati all’intelligenza artificiale, BTC ha mantenuto una maggiore resilienza. Resta però un elemento da non sottovalutare: i mercati dei derivati non stanno ancora scontando con convinzione un movimento verso 70.000 dollari.

Bitcoin resiste mentre le azioni tech arretrano

Il distacco tra Bitcoin e comparto tecnologico è diventato particolarmente evidente negli ultimi giorni. Il Nasdaq-100 è sceso sotto quota 28.800 punti, toccando venerdì il livello più basso delle ultime cinque settimane. Bitcoin, al contrario, ha mostrato maggiore solidità durante il fine settimana, riuscendo poi a riportarsi sopra i 65.000 dollari nella giornata di lunedì.

La divergenza arriva in un momento delicato per il settore tecnologico, alle prese con prese di profitto e timori sulle valutazioni raggiunte da alcune società dell’intelligenza artificiale. Il comportamento di BTC suggerisce quindi una possibile riduzione della correlazione con i titoli tech, almeno nella fase attuale.

I derivati continuano però a mostrare cautela

Nonostante la resilienza del prezzo, il mercato dei derivati non riflette ancora un entusiasmo marcato. Il tasso di finanziamento annualizzato dei future perpetui su Bitcoin si trovava lunedì all’8%, sostanzialmente invariato rispetto alla settimana precedente.

Il dato è significativo perché livelli superiori al 12% indicano normalmente una domanda particolarmente elevata di leva rialzista. Una soglia simile era stata raggiunta il 10 luglio, mentre ora il mercato appare molto più equilibrato.

Anche le opzioni confermano questa prudenza. Il delta skew a 30 giorni era al 13%, in miglioramento rispetto al 19% della settimana precedente, ma ancora nettamente sopra l’intervallo considerato neutrale, compreso tra -6% e +6%. Put più costose delle call indicano che whale e market maker continuano a proteggersi dal rischio di ribassi.

Strategy rafforza la liquidità e riduce i timori

Un altro elemento importante riguarda Strategy, che durante la settimana precedente ha raccolto 263 milioni di dollari in contanti attraverso la vendita di azioni ordinarie. L’operazione ha contribuito ad attenuare i timori legati a una possibile pressione di vendita su Bitcoin.

La società deve infatti affrontare un dividendo annuale da 1,76 miliardi di dollari destinato agli azionisti delle sue preferred perpetual equity, oltre a 2,6 miliardi di dollari di debito convertibile in scadenza tra il 2028 e il 2029. Con la nuova raccolta, le riserve di liquidità sono salite a 3,22 miliardi di dollari, riducendo parte dell’incertezza legata alle perdite non realizzate sulle partecipazioni in Bitcoin.

Treasury e titoli AI aumentano l’avversione al rischio

Il quadro macroeconomico resta tuttavia complesso. Il rendimento dei Treasury USA a cinque anni è salito al 4,33%, rispetto al 4,22% di due settimane prima. Contemporaneamente, diverse società legate alla tecnologia e all’AI hanno subito forti ribassi, tra cui IBM, SanDisk, Oracle, ARM, SpaceX e Intel.

L’aumento dei rendimenti obbligazionari segnala una maggiore richiesta di rendimento da parte degli investitori, in un contesto condizionato anche dalle questioni legate al debito fiscale statunitense. Persino l’oro, tradizionale bene rifugio, è rimasto in una fase discendente dalla metà di maggio.

Tensioni geopolitiche e Bitcoin osservato speciale

A complicare ulteriormente il quadro ci sono le tensioni in Medio Oriente. Lunedì il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato una risposta all’Iran dopo un attacco missilistico che ha provocato la morte di soldati americani in Giordania.

Il contesto alimenta quindi una generale avversione al rischio, ma Bitcoin ha reagito in modo relativamente positivo, arrivando a toccare nuovamente quota 65.500 dollari. La sua capacità di mantenere forza mentre gli altri asset rischiosi soffrono rappresenta uno degli elementi più interessanti della situazione attuale.

Il target dei 70.000 dollari torna nel mirino

Il possibile approdo di Bitcoin a 70.000 dollari resta quindi uno scenario da monitorare, anche se i derivati non offrono ancora una conferma rialzista netta. Proprio questa prudenza potrebbe lasciare spazio a un movimento più deciso qualora arrivassero nuovi catalizzatori.

Tra questi potrebbero esserci risultati societari particolarmente deboli, soprattutto nel comparto dell’intelligenza artificiale, capaci di modificare ulteriormente le aspettative degli investitori. Per ora, Bitcoin continua a mostrare una resilienza superiore a quella del mercato tecnologico, mentre trader e grandi operatori osservano se questo decoupling possa trasformarsi in un vero rally verso i 70.000 dollari.

Fonte: CoinTelegraph

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