Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Quench Chargers, startup con sede a Pune nata nel 2021 come progetto interno del gruppo Ador, è diventata in pochi anni uno degli operatori in crescita nel settore delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Tra il 2025 e il 2026 l’azienda ha registrato una crescita dei ricavi di circa il 161% su base annua, ma il suo sviluppo non riguarda soltanto i risultati economici. Al centro c’è una strategia fondata sull’ingegnerizzazione interna della tecnologia, dai moduli di potenza ai sistemi di controllo.
Una tecnologia sviluppata direttamente in India
Quench Chargers non considera i caricabatterie semplici prodotti da assemblare, ma vere e proprie piattaforme tecnologiche. L’azienda sviluppa internamente moduli di potenza, controller e sistemi intelligenti per la gestione delle infrastrutture di ricarica.
In un mercato nel quale molti prodotti dipendono ancora da componenti fondamentali importati, il controllo dell’intera catena tecnologica rappresenta uno degli elementi distintivi della startup. I suoi sistemi partono da 30 kW e arrivano a 360 kW, con la possibilità di essere estesi verso la ricarica a potenza di megawatt in funzione delle necessità dei clienti.
Dalle prime soluzioni a oltre 2.000 caricabatterie
La tecnologia di Quench Chargers ha già superato la fase sperimentale. Negli ultimi cinque anni l’azienda ha fornito più di 2.000 caricabatterie in tutto il mondo e collabora con tre importanti produttori automobilistici indiani per la realizzazione delle loro reti di ricarica.
La startup lavora inoltre con operatori di punti di ricarica e clienti appartenenti al settore delle flotte. Un posizionamento che le permette di essere presente nei tre segmenti più importanti per lo sviluppo dell’infrastruttura EV: costruttori automobilistici, operatori delle reti pubbliche e flotte, dove la continuità del servizio è particolarmente importante.
L’intelligenza dietro il caricatore
La parte più rilevante della tecnologia Quench non si trova soltanto nell’involucro esterno del caricatore. Il sistema integra un convertitore sviluppato internamente, incaricato di gestire la conversione dell’energia per la ricarica rapida, insieme a un controller che governa logica di ricarica, sicurezza e comunicazione con il veicolo.
A questi elementi si aggiunge la piattaforma Network Operations Centre, che consente agli operatori di avere una visione in tempo reale delle prestazioni dei caricabatterie distribuiti nelle diverse località. L’obiettivo è rendere le infrastrutture più intelligenti, semplici da gestire e soprattutto più facilmente scalabili.
Dai 48°C di Delhi alle condizioni estreme dell’Himalaya
L’affidabilità diventa ancora più importante quando i sistemi devono operare in condizioni ambientali difficili. Quench cita scenari come quello delle flotte di autobus elettrici durante l’estate di Delhi, dove le temperature possono raggiungere 48°C, ma anche le stazioni autostradali esposte a polvere e oscillazioni della rete elettrica o le condizioni di freddo estremo dell’Himalaya.
I caricabatterie da 180 kW e 240 kW sono progettati per affrontare questi contesti e includono sistemi di gestione termica, convertitori AC-DC, Autocharge e Dynamic Load Balancing.
La prossima sfida è la ricarica ad alta potenza
Quench Chargers sta ora lavorando alla generazione successiva delle proprie piattaforme, con caricabatterie DC più potenti, architetture basate su dispenser e soluzioni per la ricarica a megawatt. La società dispone inoltre di una capacità produttiva annuale superiore a 1.500 caricabatterie DC.
Secondo Ravin Mirchandani, Chairman di Quench Chargers, il futuro del settore sarà definito non soltanto dall’hardware, ma soprattutto dall’intelligenza dei sistemi. L’azienda sostiene di aver già reso indigeni i componenti più importanti dei caricabatterie DC e punta ora a costruire un livello software capace di monitorare in tempo reale lo stato delle reti e contribuire a migliorarne l’operatività.
Per Quench, questo percorso rappresenta anche un contributo alla costruzione di un ecosistema di ricarica EV più autosufficiente e pronto alle esigenze future dell’India, mentre il Paese accelera lo sviluppo della mobilità elettrica.
Fonte: YourStory