Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La Cina sta utilizzando un sistema di intelligenza artificiale per identificare e monitorare i pesci che attraversano una fishway, il passaggio artificiale costruito accanto alla diga di Zangmu, sul fiume Yarlung Tsangpo, il principale corso d’acqua del Tibet. La tecnologia consente un controllo continuo delle specie e supera i limiti del precedente conteggio manuale.
Un sistema AI controlla la migrazione 24 ore su 24
Il monitoraggio riguarda la fishway della Zangmu Hydropower Station, una centrale alta 116 metri e operativa dal 2015. Da allora, secondo i dati riportati dal Global Times, circa 570.000 pesci rari hanno utilizzato il passaggio per risalire il fiume.
In precedenza, gli operatori osservavano i pesci attraverso una finestra e procedevano manualmente al conteggio e all’identificazione. Con l’aumento del numero degli animali in migrazione, però, questo metodo è diventato lento e meno preciso.
Il nuovo sistema basato sull’AI sfrutta tecnologie sonar e ottiche per riconoscere le specie, contare gli esemplari e analizzare caratteristiche come la postura durante il nuoto e la forma delle pinne. L’accuratezza dichiarata arriva al 95%.
Sette specie locali attraversano la fishway
La fishway è stata progettata tenendo conto delle caratteristiche dei pesci presenti nel fiume. I progettisti della diga hanno studiato strutture analoghe in Canada e negli Stati Uniti, adattandole però alle specie d’acqua fredda locali, considerate meno abili nel nuoto rispetto ad alcune specie nordamericane.
Il passaggio presenta quindi una pendenza contenuta e una velocità dell’acqua studiata per incoraggiare i pesci a risalire la corrente. Sono sette le specie caratteristiche del fiume che utilizzano la struttura, tra cui il protetto Glyptosternon maculatum, un pesce gatto che vive ad alta quota.
Quando fu completata, la fishway di Zangmu era considerata la più grande e quella situata alla maggiore altitudine in Cina, dimostrando la possibilità di realizzare strutture di questo tipo anche presso dighe superiori ai 40 metri.
Dati anche su temperatura e tempi di migrazione
Oltre a identificare e contare i pesci, il sistema raccoglie informazioni sui periodi di migrazione e sulla temperatura dell’acqua, elementi utilizzati per valutare il funzionamento della fishway. I dati possono inoltre essere condivisi con istituti di ricerca e altre strutture idroelettriche cinesi.
La tecnologia si inserisce in un quadro più ampio, perché le dighe possono ostacolare le rotte naturali che collegano le aree di alimentazione e quelle di riproduzione. Per ridurre questo impatto vengono utilizzate proprio le fishway, formate generalmente da una serie di vasche o gradini che rallentano il flusso e permettono ai pesci di superare progressivamente lo sbarramento.
Nel caso di Zangmu, il programma di riproduzione e rilascio ha inoltre riportato in natura quasi 2 milioni di pesci dall’apertura della centrale. Sullo sfondo resta però il progetto cinese di una nuova diga da 60 gigawatt nel corso inferiore dello Yarlung Tsangpo, vicino al confine conteso con l’India, un’opera che ha suscitato preoccupazioni per i possibili effetti ambientali anche a valle, dove il fiume prende il nome di Brahmaputra.
Fonte: SCMP