Amazon scommette ancora sull’India: 13 miliardi di dollari per l’AI

Il colosso porta a 48 miliardi di dollari gli investimenti programmati nel Paese entro il 2030

Redazione
Amazon ai india, data center e infrastrutture tecnologiche nel mercato indiano

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Amazon rafforza la propria presenza in India con un nuovo investimento da 13 miliardi di dollari destinato all’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e il cloud. L’annuncio è arrivato dopo l’incontro tra il CEO Andy Jassy e il primo ministro indiano Narendra Modi a Nuova Delhi. I nuovi fondi saranno utilizzati per ampliare la capacità dei data center di Amazon Web Services (AWS) a Mumbai e Hyderabad, confermando il ruolo sempre più centrale dell’India nelle strategie tecnologiche globali.

Un nuovo investimento da 13 miliardi di dollari

L’impegno annunciato da Amazon rappresenta il terzo grande investimento comunicato dalla società in India nell’arco di tre anni. Nel 2023, dopo un precedente incontro tra Jassy e Modi, il gruppo aveva annunciato un investimento da 15 miliardi di dollari entro il 2030, dei quali 12,7 miliardi destinati ad Amazon Web Services.

A dicembre 2025 era arrivato poi un ulteriore impegno superiore ai 35 miliardi di dollari. Con i nuovi 13 miliardi, il totale degli investimenti programmati da Amazon in India raggiunge quindi 48 miliardi di dollari.

AWS amplia i data center di Mumbai e Hyderabad

Il nuovo investimento sarà destinato in particolare all’espansione della capacità dei data center AWS presenti a Mumbai e Hyderabad. Amazon, tuttavia, non ha fornito dettagli su come verranno distribuiti complessivamente i 48 miliardi di dollari tra le diverse attività del gruppo nel Paese.

Gli impegni finanziari di lungo periodo annunciati dalle grandi aziende tecnologiche, infatti, possono comprendere sia spese in conto capitale sia costi operativi e non necessariamente corrispondono esclusivamente alla costruzione di nuove infrastrutture.

L’India diventa un polo per l’intelligenza artificiale

La mossa di Amazon si inserisce in una più ampia corsa agli investimenti nell’infrastruttura necessaria per alimentare i servizi di intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi, diverse grandi aziende tecnologiche hanno individuato nell’India un possibile hub strategico per la capacità di calcolo e i data center.

Microsoft ha annunciato a dicembre un investimento da 17,5 miliardi di dollari nel Paese entro il 2029, mentre Google ha comunicato a ottobre un piano da 15 miliardi di dollari per realizzare un hub dedicato all’AI e alle infrastrutture per i data center.

Anche gli investitori puntano sui data center indiani

La corsa alle infrastrutture AI non riguarda soltanto i grandi gruppi tecnologici statunitensi. L’India ha attirato miliardi di dollari di impegni anche da parte di investitori e conglomerati interessati alla costruzione di nuovi data center.

Tra questi figurano l’australiana AirTrunk, il Canada Pension Plan Investment Board (CPP Investments) e grandi gruppi indiani come Reliance Industries e Adani Group. Il governo di Nuova Delhi sta inoltre cercando di rendere il Paese più attraente attraverso specifici incentivi, tra cui esenzioni fiscali per alcuni fornitori cloud stranieri.

Amazon accelera anche nel retail e nella logistica

L’espansione indiana di Amazon non si limita però al cloud e all’intelligenza artificiale. La società sta investendo anche nella propria rete commerciale e logistica, con l’obiettivo di aprire oltre 20 centri di distribuzione e più di 100 stazioni per le consegne dell’ultimo miglio nel corso dell’anno.

Parallelamente, Amazon ha annunciato l’espansione del servizio di quick commerce Amazon Now, che dovrebbe arrivare in più di 300 città e località del Paese. La società cerca così di rafforzare la propria posizione in un mercato particolarmente competitivo, dove deve confrontarsi con Blinkit, Instamart di Swiggy, Zepto e Flipkart. Quest’ultima ha annunciato a sua volta l’intenzione di aprire 1.500 micro-centri di distribuzione entro la fine del 2026.

Fonte: TechCrunch

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