Dal low cost all’intelligenza artificiale: la nuova frontiera del Made in China

Pechino punta su tecnologie ad alto valore aggiunto per trasformare la propria presenza sui mercati esteri

Redazione
Export tecnologico cinese con robot, IA e farmaci innovativi

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Le esportazioni cinesi stanno entrando in una nuova fase. Dopo aver costruito la propria forza internazionale prima sui prodotti a basso costo e poi su auto elettriche, batterie al litio e pannelli fotovoltaici, la Cina punta ora su una nuova triade: robot industriali e di servizio, grandi modelli di intelligenza artificiale e farmaci innovativi.

È quella che la stampa statale cinese ha iniziato a definire la “new new three”, una formula che fotografa un cambiamento importante nel modo in cui il Made in China arriva sui mercati internazionali. Non si tratta più soltanto di merci trasportate attraverso i porti: il valore dell’export passa sempre più da modelli AI, chiamate API, brevetti e molecole sviluppate dalla ricerca farmaceutica.

Nuove esportazioni cinesi: robot, intelligenza artificiale e farmaci

La prima trasformazione riguarda la robotica. Un esempio arriva dall’Australia, dove robot cinesi in grado di arrampicarsi sulle pareti vengono utilizzati per la pulizia delle facciate degli edifici alti, sostituendo in determinate attività il lavoro degli operatori umani.

Un altro caso riguarda il Brasile. Qui grandi modelli linguistici sviluppati in Cina vengono impiegati all’interno di flussi di lavoro legati alla manutenzione delle reti elettriche. Sono esempi che mostrano come l’export tecnologico cinese non coincida più necessariamente con la vendita di un dispositivo fisico.

La terza componente è quella farmaceutica. Il fruquintinib, scoperto a Shanghai e commercializzato a livello internazionale come FRUZAQLA, è entrato nelle linee guida terapeutiche di riferimento a livello mondiale. Anche in questo caso, dunque, il prodotto esportato è soprattutto il risultato di un percorso di ricerca e sviluppo.

Innovazione made in China: esempio globale di crescita tecnologica

La nuova fase dell’export cinese presenta caratteristiche molto diverse rispetto al passato. Una delle più evidenti è la densità di valore per chilogrammo. Nel caso dell’intelligenza artificiale, infatti, non esiste necessariamente una merce fisica da spedire: il valore può essere misurato attraverso il traffico generato dai modelli.

I dati più recenti citati da OpenRouter indicano 36,11 trilioni di token di volume settimanale. Nella classifica considerata dalla fonte, i primi quattro posti sono occupati da modelli cinesi, un segnale della crescente presenza internazionale delle infrastrutture AI sviluppate nel Paese.

Un secondo elemento è il peso della proprietà intellettuale. Brevetti, model weights, pipeline farmaceutiche e dati proprietari diventano parte integrante della nuova capacità esportatrice. Il robot quadrupede “Xiaotian” di Hengzhi Future, utilizzato nelle attività di ispezione industriale, rappresenta un esempio di questa evoluzione.

Farmaci innovativi: la svolta dell’export farmaceutico cinese

Il settore farmaceutico completa la nuova triade. Il caso del fruquintinib dimostra come un farmaco sviluppato in Cina possa raggiungere una dimensione internazionale e inserirsi nei principali riferimenti terapeutici.

La trasformazione riguarda quindi anche la natura stessa dell’esportazione. Se in passato il punto di forza era soprattutto la capacità produttiva, oggi assumono un peso crescente ricerca, proprietà intellettuale e sviluppo di prodotti ad alta specializzazione.

Il percorso non è però privo di ostacoli. I sistemi regolatori nazionali non riconoscono automaticamente le rispettive autorizzazioni e questo può rallentare la diffusione internazionale dei farmaci cinesi.

Impatto globale delle esportazioni tecnologiche cinesi

Robot, IA e farmaci stanno contribuendo a rafforzare la presenza tecnologica cinese in mercati differenti. Gli esempi provenienti da Australia, Brasile e Africa mostrano che la penetrazione non riguarda un’unica area geografica, ma applicazioni e contesti diversi.

A cambiare è soprattutto il rapporto con gli standard internazionali. La Cina non punta più soltanto ad adeguarsi a regole definite altrove: partecipa a gruppi di lavoro sull’intelligenza artificiale, comitati farmacopea e organismi dedicati alla sicurezza della robotica.

È un passaggio dalla posizione di semplice utilizzatore o inseguitore a quella di soggetto che cerca di contribuire direttamente alla definizione delle regole.

Trilogia dell’export: la nuova faccia del “Made in China”

La nuova triade si inserisce in una storia dell’export cinese articolata in più fasi. I cosiddetti “old three”, cioè abbigliamento, arredamento ed elettrodomestici, hanno rappresentato l’epoca della produzione sostenuta soprattutto dal basso costo del lavoro.

Successivamente sono arrivati i “new three”, formati da veicoli elettrici, batterie al litio e prodotti fotovoltaici, espressione della capacità delle catene produttive cinesi di sostenere tecnologie legate alla transizione energetica.

Ora la “new new three” porta la competizione su un terreno ancora più complesso: l’intelligenza alla base dei prodotti, il know-how e la proprietà intellettuale. Non si esportano soltanto oggetti, ma tecnologie e conoscenze.

Come sfruttare il nuovo orientamento dell’export tecnologico

La crescita della nuova triade deve però confrontarsi con limiti significativi. Stati Uniti ed Europa mantengono ancora posizioni di forza nelle tecnologie a monte, dalle architetture dei foundation model ai componenti fondamentali della robotica industriale, fino a diversi ambiti legati alla ricerca farmaceutica.

A questo si aggiungono le politiche di friend-shoring e reshoring, che possono creare nuove frizioni commerciali e produttive.

I segnali provenienti dal traffico dei modelli AI e dalle applicazioni concrete all’estero mostrano comunque che la presenza cinese sta crescendo. La vera incognita sarà capire se il resto del mondo accetterà le innovazioni cinesi come nuovi standard globali.

Fonte: Pandaily

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