Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
La guerra in Ucraina accelera la sperimentazione di sistemi militari basati sull’intelligenza artificiale. Un accordo da 100 milioni di dollari prevede infatti l’equipaggiamento di 50.000 droni ucraini Shrike con hardware e software sviluppati dalla società statunitense Auterion. L’obiettivo è permettere a questi velivoli, già utilizzati sul campo, di individuare e seguire autonomamente bersagli in movimento.
Dal controllo manuale alla guida autonoma
Gli Shrike sono droni FPV prodotti dall’azienda ucraina SkyFall e utilizzati dalle forze ucraine con carichi esplosivi. Fino a oggi il loro impiego dipendeva principalmente dalla capacità dell’operatore di pilotare manualmente il velivolo fino all’obiettivo.
Con il sistema sviluppato da Auterion, il funzionamento cambia. L’operatore può condurre inizialmente il drone nell’area interessata e indicare un bersaglio fino a circa mezzo miglio di distanza. A quel punto può attivare una modalità di guida terminale autonoma, lasciando al sistema il compito di seguire il bersaglio.
Il collegamento radio continua comunque ad avere un ruolo: finché il segnale è disponibile, l’operatore può interrompere l’attacco oppure scegliere un altro obiettivo. Se invece la comunicazione viene persa a causa del terreno, degli edifici o delle interferenze, il drone può continuare a inseguire il bersaglio senza ricevere ulteriori istruzioni.
Un sistema che non dipende dal GPS
Uno degli aspetti più rilevanti della tecnologia riguarda il modo in cui il drone identifica il proprio obiettivo. Il software di Auterion utilizza infatti le immagini provenienti dalla videocamera principale dello Shrike, senza affidarsi al GPS per portare a termine l’inseguimento.
La caratteristica assume particolare importanza in un campo di battaglia dove il disturbo dei segnali satellitari è diventato comune. Il drone può quindi continuare a individuare e seguire un bersaglio anche quando la navigazione GPS non è disponibile.
Gli Shrike hanno già colpito diversi tipi di obiettivi durante il conflitto, compresi veicoli corazzati, sistemi per la guerra elettronica, pezzi di artiglieria e lanciarazzi. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent e citato dalla fonte, due droni avrebbero inoltre abbattuto altrettanti elicotteri russi Mi-28.
L’AI arriva sui droni a basso costo
Auterion ha scelto di concentrarsi sui droni FPV più economici e a corto raggio, invece di puntare esclusivamente su sistemi più sofisticati e costosi. L’azienda ha sviluppato un sistema integrato di controllo del volo e guida terminale progettato per funzionare su un chip Arm dal costo di appena 18 dollari.
Il prezzo finale rimane comunque superiore rispetto a quello dei droni Shrike utilizzati esclusivamente con controllo manuale. Un modello equipaggiato con il sistema AI arriva a circa 2.000 dollari, contro i 400 dollari della versione priva della tecnologia autonoma.
Il programma da 50.000 unità è sostenuto da un contratto da 100 milioni di dollari finanziato da un Paese europeo inizialmente non identificato ufficialmente. Reuters ha indicato la Germania come finanziatore dell’ordine. Per Auterion si tratta della più grande fornitura mai ricevuta.
Un solo operatore potrebbe controllare uno sciame
La tecnologia non si ferma al singolo drone. I kit installati sugli Shrike potranno ricevere futuri aggiornamenti software destinati a rendere possibile il controllo di sciami autonomi da parte di un unico operatore. Auterion ha già mostrato una tecnologia di questo tipo durante un’esercitazione a fuoco negli Stati Uniti, nella quale un pilota ha comandato tre droni autonomi contro tre obiettivi distinti.
Il sistema Nemyx consente ai droni di collaborare e modificare autonomamente la priorità dei bersagli. In questo modo, quando un obiettivo viene distrutto, gli altri velivoli possono essere indirizzati verso bersagli differenti, evitando di concentrare più droni sullo stesso punto.
Auterion non ha però indicato quando queste capacità potrebbero essere disponibili sugli Shrike ucraini. L’azienda sottolinea inoltre l’importanza di mantenere un essere umano nel processo di selezione del bersaglio, nonostante la crescente autonomia dei sistemi.
L’Ucraina come laboratorio per l’innovazione militare
L’impiego di queste tecnologie si inserisce in un più ampio modello di sviluppo seguito dall’Ucraina. Secondo Auterion, le aziende del Paese hanno costruito un processo nel quale i sistemi vengono testati sul campo, migliorati rapidamente e nuovamente utilizzati.
Gli eventuali fallimenti iniziali vengono quindi trasformati in informazioni utili per perfezionare droni, robot e altre armi. Questo meccanismo permette di adattare più velocemente le tecnologie alle condizioni reali del conflitto.
L’esperienza maturata in Ucraina potrebbe inoltre influenzare lo sviluppo dei sistemi autonomi occidentali. Auterion immagina infatti un ecosistema software capace di collegare applicazioni e droni prodotti da aziende differenti, con un sistema operativo comune per gestire piattaforme autonome diverse.
Fonte: Ars Technica