PACE 3, il chip fotonico che sfida i limiti del calcolo elettronico

Il nuovo chip fotonico con matrice 256×256 PACE 3 punta su efficienza energetica e bassa latenza per l’inferenza AI

Redazione
Chip PACE 3 di Lightelligence per calcolo fotonico al WAIC 2026

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Il calcolo fotonico sembra aver raggiunto un punto di svolta. Alla WAIC 2026, Lightelligence ha presentato il chip PACE 3, dotato di una matrice fotonica 256×256, e ha mostrato un sistema di calcolo ottico già impiegato in un’applicazione reale. Si tratta del Tianshu Light Cube, utilizzato per il controllo degli accessi, che rappresenta secondo l’azienda un primo esempio di deployment operativo della tecnologia.

Lightelligence e il salto del calcolo ottico verso l’industria

La presentazione alla WAIC 2026 segna per Lightelligence il passaggio dalla sperimentazione alla commercializzazione del calcolo fotonico. L’azienda ha mostrato il Tianshu Light Cube, sistema nel quale la tecnologia ottica viene utilizzata concretamente per gestire un’attività di controllo accessi.

L’obiettivo non è soltanto dimostrare le potenzialità teoriche dei chip fotonici, ma verificare la loro capacità di funzionare nel lungo periodo all’interno di sistemi reali. Secondo Lightelligence, proprio questa applicazione può contribuire a superare uno dei principali ostacoli alla diffusione della tecnologia: la difficoltà di creare contemporaneamente domanda industriale e una filiera produttiva sufficientemente ampia.

Calcolo fotonico: dal laboratorio all’applicazione reale

Il vantaggio del calcolo fotonico nasce dalle caratteristiche della luce, che offre elevata larghezza di banda, minori perdite di trasmissione e capacità naturale di elaborazione parallela. In teoria, questi elementi possono aiutare a superare alcuni limiti legati a potenza e banda dei chip elettronici.

Il problema è però l’integrazione con i sistemi elettronici, necessaria per gestire controllo e conversione dei dati. Lightelligence punta quindi su un’architettura fotoelettrica ibrida, combinando interconnessioni ottiche, switching ottico e calcolo fotonico. L’approccio permette di evitare, almeno secondo la società, una completa ricostruzione dello stack software da parte dei clienti.

PACE 3: la matrice 256×256 pensata per l’inferenza AI

Il nuovo PACE 3 è stato progettato soprattutto per l’inferenza dei grandi modelli, non per il loro addestramento. Il chip sfrutta un’architettura photonic compute-in-memory destinata alla moltiplicazione matrice-vettore, una delle operazioni centrali nell’elaborazione delle reti neurali.

La matrice fotonica 256×256 punta a combinare bassa latenza ed efficienza energetica. Lightelligence sottolinea però che le dimensioni della matrice non devono essere considerate come una semplice gara a chi realizza quella più grande. I modelli di grandi dimensioni richiedono infatti il coordinamento efficiente di matrici differenti.

Il CTO e cofondatore Meng Huaiyu indica proprio questa dimensione come uno sweet spot, ricordando che NVIDIA Tensor Core utilizza matrici 64×64 e che le TPU di Google hanno mantenuto per anni una configurazione 256×256.

Impatto del calcolo ottico nella sicurezza e nel controllo accessi

Il deployment del Tianshu Light Cube assume quindi un’importanza particolare perché porta il calcolo fotonico in un contesto operativo reale. Per Lightelligence, il sistema dimostra soprattutto la possibilità di garantire stabilità nel funzionamento prolungato.

La scelta del controllo accessi rappresenta inoltre un primo banco di prova per capire dove la tecnologia possa essere introdotta concretamente. Alla WAIC il tema non è stato soltanto quello di costruire chip più veloci, ma di individuare le applicazioni dalle quali iniziare.

Verso nuovi standard del calcolo fotonico nell’intelligenza artificiale

Secondo Lightelligence, il calcolo fotonico non dovrebbe essere considerato semplicemente come un’alternativa più efficiente alle GPU, ma come la base per un nuovo ecosistema hardware e software. Il fondatore Shen Yichen ha paragonato questa fase alla nascita dell’ecosistema GPU, ricordando come le prime applicazioni nel gaming abbiano contribuito a creare le condizioni per lo sviluppo delle reti neurali.

L’azienda sta inoltre portando simulatori fotonici nelle aule, con l’obiettivo di permettere alle nuove generazioni di algoritmi di svilupparsi direttamente su hardware ottico.

Prospettive operative: come valutare il calcolo ottico oggi

Il passaggio alla fase commerciale dipenderà anche dalla capacità di ridurre i costi e ampliare la produzione. Lightelligence ritiene che, con la maturazione della fotonica al silicio, i prezzi possano seguire un percorso simile a quello già osservato nel settore dei semiconduttori.

La dimostrazione alla WAIC 2026 rappresenta quindi un primo segnale concreto di industrializzazione: non soltanto un nuovo chip, ma un tentativo di costruire intorno al calcolo fotonico un ecosistema capace di sostenere applicazioni reali.

Fonte: Pandaily

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