Una boa da 100 tonnellate trasforma le onde in elettricità

La boa C4 sfrutta il movimento delle onde per generare elettricità, e potrebbe aprire una nuova fase per le rinnovabili

Redazione

Una tecnologia svedese potrebbe segnare un punto di svolta per l’energia marina. La boa CorPower C4, progettata per trasformare il movimento delle onde oceaniche in elettricità, ha ottenuto il primo certificato completo di sicurezza al mondo per un convertitore di energia dalle onde.

Il dispositivo sviluppato da CorPower Ocean ha superato la valutazione della società norvegese DNV, considerata uno dei principali riferimenti internazionali per la certificazione nel settore dell’energia offshore. Il processo di verifica, durato sette anni, ha analizzato ogni fase del progetto: dalla progettazione iniziale alla resistenza strutturale, dalla produzione fino alla capacità di sopravvivere alle condizioni estreme del mare.

La certificazione DNV apre la strada alla commercializzazione dell’energia dalle onde

Per un settore che da circa cinquant’anni cerca di dimostrare la propria affidabilità, il riconoscimento ottenuto dalla boa C4 rappresenta un passaggio fondamentale. Secondo CorPower Ocean, infatti, i grandi investitori istituzionali spesso richiedono certificazioni indipendenti prima di finanziare progetti legati all’energia marina.

La boa C4 ha una forma simile a una goccia, con dimensioni importanti: è larga 9 metri, alta 18 metri e pesa circa 100 tonnellate. Il sistema viene ancorato al fondale attraverso un cavo in tensione che permette alla struttura di seguire il movimento verticale delle onde.

Come funziona la tecnologia che trasforma il moto del mare in elettricità

Il principio alla base del dispositivo sfrutta il movimento continuo delle onde. Quando una perturbazione marina spinge la boa verso l’alto, il cavo collegato al fondale esercita una forza opposta, creando un movimento alternato simile a quello di una molla.

Questo movimento aziona una serie di ruote collegate a un cambio, che distribuisce il carico meccanico su più componenti invece di concentrarlo in un unico punto. In questo modo viene ridotta l’usura del sistema. L’energia prodotta viene poi trasformata da un generatore e inviata alla costa attraverso cavi sottomarini.

WaveSpring, come un cuore umano

Il cuore della tecnologia è il sistema di controllo di fase chiamato WaveSpring, da cui nasce il paragone con il funzionamento del cuore umano. Invece di limitare il movimento, il sistema riesce ad amplificarlo e sincronizzarlo con le onde.

In condizioni normali, una onda alta 1 metro può generare un movimento della boa fino a 3 metri, aumentando la quantità di energia catturata. Durante le tempeste, invece, il sistema riduce la resistenza e permette alla struttura di superare onde molto più grandi senza subire danni.

La boa ha resistito alle tempeste dell’Atlantico

Il prototipo C4 opera dal 2023 al largo di Aguçadoura, nel nord del Portogallo, a circa 4 chilometri dalla costa e con il dispositivo installato a una profondità di 45 metri.

Durante tre cicli di utilizzo, la boa ha funzionato in autonomia, ha immesso energia nella rete elettrica portoghese e ha affrontato diverse condizioni atmosferiche difficili. Tra gli eventi più significativi c’è la sopravvivenza a un’onda alta 18,5 metri registrata durante la tempesta Domingos nel novembre 2023, secondo l’Istituto Idrografico portoghese.

Proprio la capacità di superare condizioni così estreme senza danni è stata uno degli elementi principali valutati da DNV per concedere la certificazione.

CorPower punta ai primi impianti commerciali in Portogallo e Scozia

Una singola boa non è sufficiente per produrre grandi quantità di energia. Il progetto commerciale dell’azienda prevede quindi la creazione di gruppi di dispositivi chiamati CorPacks, composti da decine di boe collegate tra loro.

Secondo CorPower Ocean, questi impianti potrebbero arrivare a produrre centinaia di megawatt, fornendo energia a centinaia di migliaia di abitazioni.

Rispetto a fonti come vento e sole, l’energia delle onde presenta una caratteristica particolare: il movimento del mare continua anche durante la notte e può risultare più stabile. Le onde, infatti, sono generate da sistemi meteorologici che si sviluppano su vaste aree oceaniche e distribuiscono l’energia nel tempo.

L’azienda sta ora lavorando ai primi due progetti commerciali su larga scala, previsti in Portogallo e Scozia, con l’obiettivo di renderli operativi tra il 2027 e il 2029.

Fonte: New Atlas

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