L’Australia vuole farsi trovare pronta davanti alla rapida espansione dell’intelligenza artificiale. Il governo guidato dal primo ministro Anthony Albanese sta infatti lavorando agli “Australian Standards for A.I.”, un insieme di regole nazionali che disciplineranno l’attività delle aziende AI interessate a investire nel Paese. L’obiettivo è affrontare in anticipo le principali criticità legate ai grandi data center, dalla produzione di energia al consumo di acqua, senza trascurare la protezione della proprietà intellettuale di autori e creatori di contenuti.
Un framework nazionale per gestire la crescita dell’AI
Secondo Albanese, tutti i governi stanno cercando di trovare un equilibrio tra sviluppo tecnologico e tutela dell’interesse pubblico. Per questo motivo Canberra intende riunire in un’unica normativa gli aspetti più delicati legati all’intelligenza artificiale, presentando quello che il premier definisce un framework nazionale.
L’iniziativa arriva mentre numerose aziende del settore stanno valutando l’Australia come possibile destinazione per nuovi investimenti. Dopo le difficoltà incontrate negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei nell’espansione delle infrastrutture AI, molte società guardano infatti al territorio australiano grazie agli ampi spazi disponibili e alla consistente presenza di fonti di energia rinnovabile.
Il governo, tuttavia, vuole evitare che questo interesse si traduca in problemi per cittadini e imprese, fissando regole precise prima dell’arrivo di nuovi grandi progetti.
I data center dovranno produrre tutta l’energia che consumano
Tra le misure più significative previste dal piano figura un obbligo legale destinato ai data center. Le strutture dovranno infatti generare una quantità di energia equivalente ai propri consumi, così da non aumentare il carico sulla rete elettrica nazionale.
L’esecutivo ritiene che questa soluzione possa impedire che la crescente domanda energetica dei sistemi di intelligenza artificiale finisca per tradursi in bollette più elevate per la popolazione.
Accanto all’aspetto energetico, il framework dedicherà particolare attenzione anche all’utilizzo dell’acqua. L’Australia, ricordano le autorità, è il continente abitato più arido del mondo e i futuri impianti dovranno quindi essere progettati per garantire la massima efficienza idrica, limitando il più possibile gli sprechi nelle attività di raffreddamento.
Copyright e opere creative tra le priorità del governo
Le nuove regole non riguarderanno soltanto l’impatto ambientale delle infrastrutture. Albanese ha infatti ribadito la volontà di difendere la proprietà intellettuale degli australiani, sostenendo che scrittori, musicisti, artisti e giornalisti debbano conservare il controllo sul valore economico delle loro opere quando vengono impiegate per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo il primo ministro, qualsiasi utilizzo che non riconosca tale principio rappresenta una forma di sottrazione del lavoro creativo. Ha inoltre osservato che, a suo giudizio, nessun Paese è ancora riuscito a trovare una soluzione soddisfacente su questo fronte.
Le intenzioni del governo hanno ricevuto un’accoglienza nel complesso favorevole, anche se alcune organizzazioni imprenditoriali hanno invitato alla prudenza, temendo che un eccesso di regolamentazione possa rendere meno competitivo il Paese nell’attrarre nuovi investimenti.
Anche Toby Walsh, professore dell’Università del New South Wales ed esperto di intelligenza artificiale, ritiene che il governo stia affrontando temi molto sentiti dall’opinione pubblica australiana. Allo stesso tempo evidenzia che il vero banco di prova sarà rappresentato dalla stesura definitiva delle norme: il progetto è ancora in fase di sviluppo e saranno i dettagli applicativi a determinarne l’efficacia.
Fonte: Tom’s Hardware