Telecomunicazioni in Italia, ricavi in crescita per il mercato nazionale

Focus AGCOM: negli ultimi 5 anni per le Telecomunicazioni in Italia crescono ricavi (ma diminuiscono lavoratori)

Redazione
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Ricavi stabili di diverse decine di miliardi di euro per il settore TLC (TeLeComunicazioni) in Italia. A confermarlo è il nuovo Focus Bilanci 2020-2024 di AGCOM, che offre una fotografia dettagliata dell’economia delle principali imprese italiane nel settore delle comunicazioni, dei media e dei servizi postali.

Telecomunicazioni in equilibrio e investimenti massicci

Nonostante le difficoltà, molte aziende abbiano saputo migliorare la redditività e investire nelle infrastrutture, pur riducendo leggermente l’occupazione. Nel quinquennio 2020-2024, il settore delle comunicazioni elettroniche ha mostrato infatti una stabilità dei ricavi, attestandosi a 28,6 miliardi di euro nel 2024. Oltre tre quarti di questo fatturato proviene dai principali operatori retail: TIM, WindTre, Iliad, Fastweb e Vodafone.

A colpire è il recupero della redditività: l’EBITDA margin ha raggiunto il 30,4%, mentre l’EBIT è tornato positivo (+2,3%), frutto di tagli mirati ai costi operativi e alla forza lavoro, ridotta di 5.600 unità rispetto al 2020, arrivando a 55.800 addetti. Gli investimenti restano elevati, pari a 7,1 miliardi di euro, il 25,1% dei ricavi, a sostegno dello sviluppo delle reti tecnologiche e delle nuove infrastrutture digitali.

In controtendenza, i servizi di corrispondenza e consegna pacchi registrano una crescita strutturale robusta grazie all’impulso dell’e-commerce. I ricavi passano da 10,2 a 13,2 miliardi di euro (+29,7%), con un EBITDA del 20,5%. Gli investimenti superano il miliardo di euro, concentrandosi sull’automazione e sulla logistica rapida, mentre la forza lavoro totale scende leggermente a 124.000 unità, principalmente per riorganizzazioni interne del Gruppo Poste Italiane.

Televisione ed editoria: tra ripresa e transizione

Come riportato anche da Euroborsa, il settore televisivo ritorna in crescita, con fatturato a 8,82 miliardi di euro nel 2024, grazie a un aumento della raccolta pubblicitaria (+8,9%) e dei servizi Pay TV (+9,3%). La redditività migliora (EBITDA al 17,9%), nonostante i costi elevati per contenuti e diritti di trasmissione (3,1 miliardi), e l’organico scende a 20.600 addetti.

L’editoria quotidiana e periodica mostra una transizione complessa: i ricavi totali si fermano a 4,05 miliardi di euro, penalizzati dal calo della stampa tradizionale e della pubblicità, mentre la resilienza dell’editoria libraria aiuta a contenere le perdite. La gestione efficiente ha riportato la redditività in positivo (EBITDA al 13,4%, EBIT al 5,6%), con un patrimonio rafforzato, ma a scapito degli investimenti, scesi a 165 milioni, e con oltre 760 posti di lavoro persi dal 2020.

Il rapporto di AGCOM restituisce così un quadro chiaro: ogni settore si muove a velocità differenti, ma tutti condividono l’obiettivo di massimizzare l’efficienza operativa per affrontare le nuove sfide di mercato e sostenere lo sviluppo infrastrutturale e digitale del Paese.

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