“L’intelligenza artificiale sta avanzando a una velocità straordinaria, ma molti paesi non stanno ancora sfruttando appieno il suo potenziale per apportare benefici alle persone e stimolare la crescita economica. Esiste un divario di capacità tra chi utilizza questi strumenti e tutti gli altri. Se questo divario continuerà a crescere, un piccolo numero di paesi avanzerà ulteriormente dal punto di vista economico e tecnologico, mentre altri rischiano di restare indietro in modi difficili da invertire”. Proprio per questo OpenAI ha lanciato l’anno scorso OpenAI for Countries, un programma globale per supportare i Paesi nell’integrazione dell’AI nella scuola, che nel 2026 si arricchisce di nuove iniziative.
OpenAI for Countries: colmare il divario tecnologico
Lanciato lo scorso anno per “aiutare governi e istituzioni a mettere l’AI e i suoi benefici nelle mani di più persone”, il programma di OpenAI supporta i paesi nel passaggio da un uso basilare a una vera e propria adozione profonda, integrando l’AI in educazione, luoghi di lavoro e servizi pubblici per aumentare la produttività e ampliare le opportunità, sempre con un approccio adattato alle esigenze locali.
Secondo il report “Ending the Capability Overhang” pubblicato dall’azienda, l’utente medio più avanzato sfrutta circa sette volte più capacità di pensiero avanzato rispetto a chi utilizza l’AI in modo basilare. Questo significa che alcune nazioni già impiegano l’intelligenza artificiale per risolvere problemi complessi e accelerare l’innovazione, indipendentemente dalle risorse economiche disponibili. Paesi come Vietnam e Pakistan si collocano tra i principali utilizzatori mondiali di strumenti agentici, con più del doppio di utilizzo pro-capite di compiti avanzati come analisi dati, connettori e Codex.
In occasione dell’evento OpenAI in concomitanza con il World Economic Forum, la società ha annunciato che amplierà questo impegno nel 2026 “con nuove iniziative incentrate su istruzione, salute, formazione e certificazione delle competenze in materia di intelligenza artificiale, risposta e preparazione alle catastrofi, sicurezza informatica e acceleratori di startup“.
Education For Countries: l’AI entra nelle scuole
A tal riguardo, il programma Education for Countries rappresenta il primo passo concreto in ambito educativo. Con partner come Estonia, Emirati Arabi Uniti, Grecia, Giordania, Slovacchia, Kazakistan, Trinidad & Tobago e l’Italia tramite la CRUI, l’iniziativa aiuta i governi a integrare strumenti avanzati di AI nei sistemi scolastici, rafforzando l’apprendimento e preparando gli studenti ai lavori del futuro.
Il programma prevede accesso a strumenti come ChatGPT Edu, formazione e certificazioni per studenti e insegnanti, analisi sull’impatto dell’AI nell’istruzione e collaborazioni su scala globale. In questo modo, le scuole potranno sviluppare competenze digitali e capacità critiche negli studenti, mentre gli educatori riceveranno strumenti e training per guidare l’apprendimento in modo efficace. L’approccio è flessibile e si adatta alle esigenze di ciascun Paese, con l’obiettivo di tradurre le capacità dell’AI in benefici concreti per la società.
Oltre all’istruzione, OpenAI prevede di espandere le iniziative anche in ambito sanitario, nella preparazione ai disastri, nella cybersecurity e nel sostegno alle startup, consolidando un approccio globale che mira a trasformare i progressi tecnologici in risultati tangibili per cittadini e istituzioni.