Dal mimetismo di polpi e seppie arriva il materiale che cambia forma e colore

Sperimentata a Stanford una pellicola flessibile in grado di modificare texture e colore in pochi secondi con precisione nanoscale

Redazione

La capacità di mimetizzarsi con l’ambiente, tipica di polpi e seppie, ha da sempre affascinato scienziati e ingegneri. Ora, un gruppo di ricercatori della Stanford University ha compiuto un passo significativo verso la replicazione di queste abilità con materiali sintetici. In uno studio pubblicato il 7 gennaio su Nature, il team ha presentato un nuovo materiale flessibile capace di cambiare texture e colore in pochi secondi, creando pattern con risoluzioni inferiori al diametro di un capello umano.

Superfici che si adattano: texture e colori controllabili in tempo reale

Il cuore della scoperta risiede in una combinazione tra un polimero flessibile e una tecnica di microstrutturazione avanzata, la litografia a fascio di elettroni. Il polimero, capace di gonfiarsi assorbendo acqua, viene “programmato” mediante il fascio di elettroni in modo da modificare la sua espansione in zone selezionate. Questo permette di generare pattern dettagliati che emergono solo al contatto con l’acqua.

La scoperta è nata quasi per caso: inizialmente, alcuni campioni osservati al microscopio elettronico sono stati riutilizzati anziché scartati, e si è notato che cambiavano colore e comportamento rispetto ai nuovi materiali.

I ricercatori sono riusciti a creare persino una replica in scala nanospecifica del monolite El Capitan, nel Parco Nazionale di Yosemite. A film asciutto, la superficie appare piatta, ma al contatto con l’acqua la forma si solleva, generando una tridimensionalità realistica. La tecnica consente di variare anche la rifrazione della luce, producendo finiture da lucide a opache, molto più sofisticate di quelle di display digitali tradizionali. Il materiale può essere riportato allo stato iniziale grazie a un solvente simile all’alcol, che rimuove l’acqua assorbita.

Pattern cromatici dinamici nei nuovi materiali

Oltre alla texture, i ricercatori hanno sviluppato un metodo per creare pattern di colore variabile. Sottoponendo il film polimerico a sottili strati metallici, si formano dei risonatori Fabry-Pérot, capaci di isolare lunghezze d’onda specifiche della luce. Al variare dello spessore del polimero, emergono colori diversi, trasformando una superficie uniforme in un mosaico di tonalità vivide. Secondo gli autori, “l’introduzione di materiali morbidi che possono espandersi, contrarsi e alterare la loro forma apre una nuova cassetta degli attrezzi nel mondo dell’ottica per manipolare l’aspetto degli oggetti”.

Combinando più film in dispositivi multistrato, il team è riuscito a modulare simultaneamente colore e texture, ottenendo effetti mimetici paragonabili a quelli di un polpo. Attualmente la calibrazione richiede l’ intervento manuale per dosare acqua e solvente, ma l’obiettivo futuro è integrare sistemi di visione artificiale e intelligenza artificiale in grado di regolare in tempo reale il gonfiamento del materiale per adattarsi automaticamente a diversi sfondi.

“Vogliamo poter controllare tutto con reti neurali – un sistema basato su AI – che confronti la pelle con lo sfondo e la moduli automaticamente senza intervento umano”, spiega Siddharth Doshi, primo autore dello studio.

Applicazioni oltre il mimetismo

Le possibilità non si limitano al camouflage visivo. Piccole variazioni di texture potrebbero modulare attrito e aderenza, utili per robot in ambienti complessi. A livello bioingegneristico, le strutture nanoscale possono influenzare il comportamento delle cellule, aprendo a potenziali applicazioni mediche. I ricercatori collaborano anche con artisti di Stanford per sperimentare queste superfici come medium creativo, creando installazioni in cui forma e colore evolvono dinamicamente.

Come sottolinea Nicholas Melosh, professore di ingegneria dei materiali e autore senior dello studio, “Piccoli cambiamenti nelle proprietà dei materiali morbidi su distanze micrometriche sono finalmente possibili, il che aprirà tutte le possibili applicazioni”. La scoperta rappresenta un passo fondamentale per avvicinare il mondo naturale alla tecnologia dei materiali, dando forma a superfici intelligenti in grado di cambiare aspetto e funzione in tempo reale.

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