La tinta dei blue jeans potrebbe rendere le batterie più ecologiche

Un pigmento millenario dei tessuti potrebbe rivoluzionare le batterie allo stato solido, rendendole più sicure, sostenibili e performanti anche a basse temperature

Redazione

Un pigmento naturale noto da secoli nei tessuti potrebbe rivoluzionare l’energia pulita: un team di ricercatori di Concordia ha scoperto che l’indaco può migliorare le batterie allo stato solido, aprendo la strada a sistemi di accumulo di energia più sicuri e sostenibili.

Indaco e batteria: un connubio sorprendente

Le batterie allo stato solido rappresentano una frontiera promettente per la mobilità elettrica e lo stoccaggio di energia, grazie alla loro maggiore sicurezza e capacità rispetto ai modelli tradizionali a liquido. Tuttavia, l’integrazione con materiali organici più ecologici si è sempre scontrata con un problema fondamentale: le reazioni tra sostanze organiche e elettroliti solidi possono destabilizzare la batteria.

La scoperta dei ricercatori di Concordia cambia le regole del gioco. L’indaco, il pigmento blu dei denim, non solo è compatibile con i componenti della batteria, ma sfrutta le proprie reazioni chimiche in modo controllato per migliorarne le prestazioni. La molecola naturale immagazzina e rilascia litio mentre stimola delicatamente l’elettrolita solido, aumentando la capacità complessiva e garantendo un funzionamento stabile anche a temperature fino a -10°C.

Xia Li, docente del Dipartimento di Ingegneria Chimica e dei Materiali e autrice principale dello studio, sottolinea: “L’indaco permette alla chimica della batteria di procedere in modo prevedibile e costante, un elemento essenziale per rendere possibili materiali più sostenibili nei sistemi energetici del futuro”.

Verso batterie organiche realmente pratiche

I risultati ottenuti dal team di Concordia rappresentano una delle migliori performance mai registrate per batterie allo stato solido basate su materiali organici. Qihang Yu, primo autore dello studio, spiega: “La ricerca dimostra che molecole naturali come l’indaco possono risolvere problemi di compatibilità di lunga data e favorire tecnologie di accumulo più accessibili e sostenibili”.

Il passo successivo sarà affinare le reazioni chimiche interne per aumentare la quantità di energia immagazzinabile senza compromettere la stabilità. Questo sviluppo potrebbe avvicinare le batterie organiche allo stato solido a un utilizzo reale, aprendo scenari concreti per veicoli elettrici e sistemi di accumulo per energie rinnovabili. Un futuro più blu e sostenibile sembra dunque possibile grazie a un pigmento millenario.

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