Ora è possibile guardare dentro il cuore di un reattore a fusione. E questo grazie all’azienda britannica Tokamak Energy, che ha diffuso le immagini a colori catturate da una telecamera ad altissima velocità, che svelano il plasma come un balletto di luce e energia, offrendo uno spettacolo unico e una finestra sul futuro dell’energia pulita. Non è fantascienza: è il Sole replicato in laboratorio, un passo concreto verso la fusione nucleare controllata.
Fusione nucleare, nuova telecamera mostra l’energia in diretta
Nel tokamak sferico ST40, il plasma di idrogeno riscaldato a decine di milioni di gradi si muove seguendo linee invisibili di campo magnetico. Ora però, grazie a una telecamera in grado di registrare 16.000 fotogrammi al secondo, possiamo finalmente vedere ciò che prima era solo teoria.
I granuli di litio, introdotti nelle pareti interne del reattore, reagiscono in modo spettacolare con il plasma: emettono dapprima un bagliore rosso intenso, poi virano al verde-giallo mentre penetrano il cuore del plasma, tracciando scie luminose che disegnano la geometria invisibile delle particelle cariche.
Le immagini rivelano anche il momento in cui il deuterio, combustibile dell’esperimento, viene iniettato nel plasma. Un bagliore rosato illumina la camera mentre interagisce con i granuli di litio, mostrando il cuore della reazione in tutta la sua vitalità.
Il programma LEAPS per il futuro della fusione
Parte di un progetto da 52 milioni di dollari (circa 48,5 milioni di euro), sviluppato con il supporto del Dipartimento dell’Energia statunitense e del Dipartimento britannico per la Sicurezza Energetica e la Neutralità Climatica, il programma LEAPS (Lithium Evaporations to Advance PFCs in ST40) punta a migliorare le prestazioni del plasma e ridurre l’usura delle pareti del reattore.
Tra l’altro, l’esperimento contribuisce anche allo sviluppo dei cosiddetti regimi X-point radiator (XPR). Si tratta di una modalità di funzionamento che punta a raffreddare i bordi del plasma prima che questo tocchi le pareti del reattore, in modo da ridurre l’usura dei materiali senza compromettere la potenza del processo.
Come spiega Laura Zhang, fisica di Tokamak Energy, la telecamera è diventata uno strumento indispensabile: “ci aiuta a identificare immediatamente se le impurità gassose che stiamo introducendo irradiano nel punto previsto e se le polveri di litio penetrano nel nucleo del plasma“. Le immagini catturate dal ST40 non sono solo dati scientifici, ma racconti di energia. Ogni lampo di luce, ogni sfumatura che passa dal rosso al verde, è un passo verso un futuro in cui l’energia pulita potrebbe diventare illimitata.
Con nuovi sensori e rivestimenti in molibdeno più resistenti alle alte temperature previsti nel proseguo del programma, Tokamak Energy punta a una gestione stabile e duratura del plasma. “Questo lavoro sta facendo avanzare la nostra comprensione del comportamento del plasma, man mano che passiamo alla produzione di energia tramite dispositivi di fusione. L’aggiunta di immagini a colori sta già fornendo preziose informazioni su come i materiali interagiscono all’interno del plasma“, conclude la società.
Ogni scintilla, ogni scia di colore, diventa una guida per avvicinarsi a un sogno mai concretamente raggiunto: la fusione nucleare sostenibile.