Eolico offshore, Pechino alza l’asticella con una turbina da record

Un nuovo primato tecnologico al largo della provincia di Fujian: collegata una turbina da 20 MW capace di ridurre drasticamente le emissioni di carbonio

Redazione

La Cina segna un nuovo primato nel settore delle rinnovabili con l’installazione della prima turbina eolica offshore da 20 megawatt (MW) al mondo, posizionata nelle acque al largo della provincia di Fujian, nella Cina orientale. Un traguardo che consolida il ruolo di Pechino come protagonista globale nello sviluppo tecnologico e industriale dell’energia pulita, grazie a componenti interamente progettati e realizzati a livello nazionale.

La prima turbina eolica offshore da 20 MW

Negli ultimi anni la Cina aveva già dimostrato di poter realizzare turbine da 18 MW e oltre, ma l’entrata in funzione di un impianto da 20 MW rappresenta un salto di scala significativo per l’eolico offshore.

La turbina, sviluppata e costruita interamente in Cina, è dotata di tre pale lunghe 147 metri, capaci di coprire un’area equivalente a dieci campi da calcio. Il rotore si trova a circa 174 metri sopra il livello del mare, mentre l’installazione è avvenuta a 30 chilometri dalla costa, in acque profonde oltre 40 metri. I lavori sono stati completati utilizzando una nave di quarta generazione con una capacità di sollevamento pari a 2.000 tonnellate.

Una volta collegata alla rete, la singola turbina da 20 MW sarà in grado di produrre 80 milioni di chilowattora all’anno, energia sufficiente ad alimentare 40.000 abitazioni. Secondo le stime, ciò consentirà di evitare l’emissione di 64.000 tonnellate di CO₂ rispetto a una produzione equivalente basata su combustibili fossili come il carbone.

La Cina come potenza globale delle rinnovabili

Secondo quanto riportato da Interesting Engineering, l’operazione ha richiesto il superamento di diverse criticità tecniche, legate alle condizioni marine complesse, alle lavorazioni in quota e a una finestra operativa ristretta dall’avvicinarsi della stagione dei tifoni. A facilitare l’installazione sono state però alcune soluzioni progettuali avanzate, che hanno permesso di ridurre del 20% il peso della turbina per megawatt rispetto alla media del settore, con benefici sia in termini di costi sia di fattibilità operativa.

Il progetto rafforza ulteriormente la posizione della Cina come hub globale dell’energia rinnovabile, non solo sul piano della produzione ma anche su quello tecnologico. Il Paese sta portando avanti iniziative di grande scala, come il più grande impianto solare del mondo nel deserto del Gobi e un futuro progetto idroelettrico sul fiume Yarlung Tsangpo, nella Regione autonoma del Tibet.

Sebbene in Europa abbiano sede alcuni dei principali attori del settore eolico, come Siemens Gamesa e Vestas, gran parte delle apparecchiature continua a essere prodotta in Cina. La leadership tecnologica è stata confermata anche di recente, con la connessione alla rete del più profondo progetto eolico offshore mai realizzato dal Paese, capace di generare 1,7 miliardi di kWh all’anno e ridurre le emissioni di 1,35 milioni di tonnellate di carbonio.

Con una capacità installata complessiva di 600 milioni di kW, la Cina non solo guida la produzione eolica mondiale, ma punta a esportare modelli sempre più grandi ed efficienti, contribuendo alla transizione energetica globale.

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