I robot saranno capaci in futuro di simulare il rimorso?

Secondo uno studio pubblicato su Science Robotics, forse in futuro i robot saranno capaci di elaborare emozioni umane, troppo umane

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
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I robot saranno capaci simulare emozioni, a partire dal rimorso e il rimpianto? Forse sì, anche se si parla di una bella sfida. Anche perché ormai manca poco a ritrovarsi con automi che, destinati a interagire con gli umani nei luoghi di lavoro o nelle case, dovranno in qualche modo rapportarsi al pari dei propri “padroni”.

Anche se ancora di prove empiriche non ce ne sono, un recente articolo su Science Robotics sostiene che il futuro di questa evoluzione robotica è quasi certo.

Robot umani, sempre più umani

Ad accendere il dibattito è l’articolo pubblicato sulla rivista Science Robotics dell’esperta di interazione uomo-macchina Robin Murphy, dell’Università A&M del Texas.

Prendendo spunto da Sea of Rust, un racconto sci-fi sulla ribellione dei robot, l’esperta riflette sul fatto che sarà inevitabile nel futuro ritrovarsi col dover implementare i robot di emozioni, come il rimorso.

Il racconto parla infatti di come il robot protagonista, in un mondo dove i suoi simili si trovano a vivere tra macchine violente e brutali conviva con emozioni simili ai nostri sensi di colpa e rimpianto. Emozioni dovute a delle scelte fatte, come il fatto di aver ucciso gli umani in modi forse troppo cruenti, e di non averli uccisi in maniera più efficace.

Il rischio della manipolazione

Come succede per gli umani, anche i robot possono ritrovarsi vittima della manipolazione emotiva. Le emozioni simulate nei cosiddetti agenti artificiali, le macchine, sono sempre più studiate e utilizzate per semplificare la loro accettazione da parte degli umani, fino ad arrivare a usi manipolatori, come il rubare il lavoro.

All’ANSA, Andrea Bertolini, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, spiega che, per quanto lontano sia il futuro dei robot con le emozioni, non è così lontano il venire manipolati dai robot, o meglio dalle app.

Agenti capaci di manipolarci perché ci spingono all’empatia, come nel caso dell’app Replika e di Eva AI, capace anche di avere interazioni sentimentali o a sfondo sessuale. L’empatia nasce anche dal saper chiedere scusa in caso di errore, e così dal rimorso: una facile leva per istaurare una maggiore empatia con gli umani.

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