Stampa 3D, il nuovo metodo per produrre un calcestruzzo che cattura la CO2

Questo metodo di stampa 3D permette di produrre un calcestruzzo non solo più ecologico, ma anche più resistente

Redazione

Anche la stampa 3D può ridurre l’impatto ambientale in settori come l’edilizia. Lo dimostra l’ultimo metodo sviluppato da un gruppo di scienziati della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore, che permette di stampare un calcestruzzo in grado di catturare e immagazzinare l’anidride carbonica (CO2).

Come la stampa 3D può creare il calcestruzzo che cattura la CO2

Descritto in un articolo pubblicato nella rivista scientifica Carbon Capture Science & Technology, questo metodo consiste nell’integrare vapore e CO2, derivati da processi industriali, direttamente nel calcestruzzo durante la miscelazione.

Spieghiamo meglio. Il sistema sviluppato dal team della NTU prevede il collegamento di un’apposita stampante 3D a un sistema di iniezione di CO2 e vapore.

Durante la stampa, la CO2 viene pompata nel mix di calcestruzzo, e reagisce con i componenti del materiale, in modo da trasformarsi in una forma solida che rimane intrappolata nel calcestruzzo, alla stregua di quanto accade con altre tecnologie CCS (cattura e sequestro della CO2). Il vapore, a sua volta, facilita l’assorbimento della CO2, migliorando ulteriormente le caratteristiche del prodotto finale.

Secondo il professor Tan Ming Jen, primo autore della ricerca, questa tecnica “offre non solo un’alternativa per la riduzione delle emissioni di carbonio, ma anche una soluzione per migliorare le proprietà meccaniche del calcestruzzo“.

Una tecnica 3D per un’edilizia più green

Stando ai test di laboratorio riportati dal sito specializzato Techxplore, il calcestruzzo così prodotto non solo è più facilmente modellabile del 50%, ma offre anche una resistenza superiore del 36,8%, nonché una flessibilità superiore del 45,3% rispetto al calcestruzzo stampato tradizionalmente in 3D.

Tutti questi risultati confermano come l’innovazione dell’NTU di Singapore rappresenti un passo avanti verso un’industria delle costruzioni più green e meno dipendente dai processi tradizionali ad alta intensità energetica, come quelli basati sul calcestruzzo armato. Materiale che, ricordiamo, è responsabile dell’emissione di circa 1,6 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, pari all’8% delle emissioni globali.

A livello di impronta di carbonio, inoltre, il metodo di stampa 3D progettato dal team permette di assorbire e intrappolare il 38% in più di CO2 rispetto alle tecniche di stampa tradizionali, confermando l’efficacia dell’integrazione delle tecnologie CCS con la stampa 3D a uso edilizio.

Con un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, questo approccio potrebbe aprire la strada a edifici più eco-compatibili e a un futuro più verde per il settore delle costruzioni.

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