Arriva tra i banchi di scuola il social robot, dotato di intelligenza artificiale, che supporterà docenti e studenti interagendo con loro nelle varie fasi della lezione. Si chiama Classmate ed è il primo in Italia. L’obiettivo è quello di aumentare l’esperienza didattica in classe.
Il social robot a scuola
L’idea del progetto è stata sviluppata da Protom, la prima KTI company italiana, insieme all’Università di Napoli Federico II. Classmate è un social robot autonomo in grado di interagire e comunicare con gli esseri umani, seguendone i comportamenti e i modi di agire.
Quel che lo rende una novità assoluta, però, non sta tanto nella creazione del robot in sè, bensì nel fatto che si tratta del primo ideato per il mondo della scuola e in futuro, secondo quanto affermano gli esperti dell’azienda con sede a Napoli, non sarà più un caso isolato. Il social robot potrebbe diventare un vero e proprio compagno di classe capace di rispondere alle domande degli alunni, interagire e addirittura migliorare il clima della classe.
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Le prime 5 scuole con Classmate
Classmate è già realtà in cinque scuole italiane. Il progetto, infatti, è stato sperimentato nella prima fase nei seguenti istituti scolastici: ITIS G.Marconi a Dalmine (Bergamo), Liceo Vittoria Colonna a Roma, IC Oderda Perotti a Carrù (Cuneo), Scuole alle Stimate di Verona e Napoli. Il social robot è stato messo a disposizione di docenti e studenti attraverso un device, realizzato dal “voice-kit” del progetto “Do-It-Yourself Artificial Intelligence” di Google: un assistente virtuale smart a portata di tutti.
La seconda fase inizierà a gennaio. Nelle cinque classi scelte per avviare la sperimentazione, verranno introdotti i social robot e sperimentati nel contesto reale, non senza il monitoraggio del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università partenopea. Si punta ad introdurre il social robot sul mercato già a partire dal prossimo anno scolastico.
Quale futuro per il social robot Classmate?
La prima cosa che verrà tenuta sott’occhio sarà se effettivamente la diffusione ipotizzata da Protom avrà luogo e nel caso di una risposta positiva, quale sarà l’uso che ne faranno docenti e studenti. I primi, sostengono gli esperti dell’azienda tech napoletana, potranno utilizzare Classmate come strumento complementare alla didattica tradizionale, mentre gli alunni ne usufruiranno come se avessero a loro disposizione un “mini Google” in aula su cui poter fare affidamento per eventuali approfondimenti, ricerche o dati utili a completare lo studio su un determinato tema.
Federico Morgantini editore