Releaf Paper trasforma le foglie in fogli di carta sostenibili

Perché usare ancora gli alberi quando startup come Releaf Paper possono trasformare le foglie in fogli di carta. Ecco come c’è riuscita

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Anche quando d’autunno sugli alberi le foglie cominciano a cadere, questo non significa che andranno perdute per sempre. Grazie alla tecnologia della startup Releaf Paper, non ci sarà più bisogno di utilizzare gli alberi: basteranno solo le foglie per creare fogli di carta.

E il risultato si vede. La startup ha avviato la produzione industriale di imballaggi nel 2021, e già dopo un anno Releaf Paper ha prodotto 150 tonnellate di carta.

La carta di Releaf Paper, solo dalle foglie degli alberi

Con sede a Kiev, Releaf Paper ha sviluppato una tecnologia di nuova generazione che trasforma le foglie cadute in prodotti di carta sostenibili. E questo senza l’uso di sostanze chimiche.

Nato come come progetto scolastico per estrarre cellulosa di alta qualità dalle foglie cadute, i co-fondatori di Releaf Paper Valentyn Frechka e Alexander Sobolenko hanno trovato il modo di estrarre la cellulosa dalle foglie cadute raccolte principalmente nelle aree urbane. Il tutto senza abbattere gli alberi.

Ma come funziona? Prima si raccolgono le foglie cadute in ambienti urbani, insieme a rami ed erba. Vengono pulite, portate all’umidità richiesta e granulate, mantenendo la quantità richiesta per tutto l’anno. E poi lavorate in un sistema di camere e reattori speciali. E questo con l’uso di un minimo di acqua, energia elettrica e prodotti chimici per l’estrazione delle fibre.

Le fibre risultanti vengono lavate e macinate senza l’uso classico di zolfo o cloro. Infine, la cellulosa si miscela con biofiller per realizzare rotoli di carta.

Quanto si risparmia con questa carta biodegradabile

Come riportato da Green Me, la tecnica adottata da Releaf Paper permette non solo di salvare 17 alberi per ogni 1 tonnellata di cellulosa ricavata dalle foglie cadute, ma anche di utilizzare appunto 2,3 ton di foglie altrimenti da lasciar marcire o bruciare.

Significa il 78% di emissioni di CO2 in meno rispetto alla tradizionale produzione di carta, con un consumo di acqua 15 volte inferiore e un consumo energetico 3 volte inferiore rispetto alla produzione attuale.

Ad oggi la fibra di cellulosa prodotta da questo processo è limitata in alcune applicazioni, tra cui sacchetti di carta, cartone e scatole di cartone ondulato, tutte in alternativa alla pasta di legno. Ma in futuro potrebbe diventare alla base della produzione editoriale mainstream (libri, quotidiani, riviste…).

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