L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha recentemente raggiunto un traguardo importante nel campo della produzione in orbita, eseguendo la prima stampa 3D di un oggetto metallico nello spazio. Questo progetto innovativo, che coinvolge la stampante Metal 3D Printer, è stato lanciato all’inizio dell’anno sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
L’innovazione della Metal 3D Printer
La Metal 3D Printer rappresenta un’evoluzione nel settore della produzione additiva, essendo la prima a completare una stampa 3D in metallo in condizioni di microgravità. A differenza delle stampanti 3D che utilizzano plastica, già presenti sulla ISS da tempo, questo nuovo modello, costruito da Airbus insieme all’Università di Cranfield (Regno Unito), consente la creazione di oggetti metallici, un aspetto cruciale per le future missioni spaziali di lunga durata.
Obiettivo della nuova tecnologia di stampa 3D spaziale è quello di produrre parti di ricambio o strumenti direttamente nello spazio. Man mano che le missioni spaziali si espandono verso la Luna e Marte, diventerà sempre più difficile fare affidamento sui rifornimenti terrestri.
Gli equipaggi dovranno infatti diventare autonomi in tutto e per tutto, visto che dovranno affrontare periodi prolungati senza la possibilità di ricevere materiali da Terra o anche dalla stessa ISS.
L’idea di stampare in loco ciò che è necessario, piuttosto che trasportare numerosi pezzi di ricambio, rappresenta pertanto una svolta decisiva. Questo approccio non solo riduce il peso e i costi associati al trasporto, ma fornisce agli astronauti una maggiore flessibilità nel gestire eventuali problemi tecnici.
La soluzione dell’ESA al problema della stampa 3D nello spazio
Al centro dell’innovazione della Metal 3D Printer dell’ESA c’è l’utilizzo di un particolare filo di acciaio inossidabile, che gli consente di superare le difficoltà legate alla microgravità.
Mentre le versioni terrestri utilizzano polveri metalliche e fasci di laser o elettroni per fondere il materiale, questa stampante utilizza un filo di acciaio inossidabile, che viene fuso da un laser mentre si deposita nella testina di lavoro. Il metallo fuso si raffredda e si solidifica rapidamente, riducendo i rischi e rendendo il processo più sicuro in orbita.
Nel mese di agosto, la stampante ha prodotto con successo la sua prima forma metallica, una tra le quattro previste per l’esperimento. Questi oggetti, una volta completati, saranno riportati sulla Terra per essere sottoposti a un’analisi approfondita.