A inizio 2024 il Giappone ha avuto il suo “Buon Anno”, con un terremoto di magnitudo 7,6 che ha colpito la costa occidentale del Giappone. Tutto ciò ha sollevato serie preoccupazioni in merito alla necessità di riattivare la capacità nucleare del paese.
Una situazione problematica, visto che è la stessa crisi energetica a spingere sempre di più il paese ad adottare soluzioni immediate per sopperire alla mancanza. Appunto, rimettere in gioco il nucleare, nonostante gli eventi di Fukushima.
Terremoto in Giappone: paura per le centrali nucleari
L’evento sismico è avvenuto pochi giorni dopo la revoca, da parte delle autorità di regolamentazione giapponesi, del divieto operativo di due anni per la centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, gestita dalla Tepco. Benché situato a circa 120 km dall’epicentro del terremoto, l’impianto è inattivo dal 2012.
In seguito al recente terremoto, la Tepco ha segnalato la fuoriuscita di acqua da due vasche di combustibile nucleare, relative ai reattori n. 7 e n. 2 della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa. La società ha dichiarato che, sì, sono fuoriusciti complessivamente circa 14 litri di acqua contenente materiali radioattivi, assicurando però che i livelli di radiazione sono risultati normali.
A questa si aggiunge, come riporta Power Technology, anche la centrale nucleare di Shika, gestita dalla Hokuriku Electric. Situata a 65 km dall’epicentro, ha anch’essa segnalato fuoriuscite dalle piscine di combustibile nucleare esaurito e perdite di petrolio.
La riattivazione delle centrali nucleari durante un sisma?
Dopo il disastro nucleare di Fukushima nel marzo 2011, il Giappone ha mostrato una forte inclinazione, sia a livello pubblico che politico, verso la graduale eliminazione delle centrali nucleari nel paese. Tuttavia, negli anni successivi, la crescente crisi energetica associata all’incremento dei prezzi dell’energia ha spinto il Giappone a riavviare i reattori precedentemente inattivi.
Nel 2023, la Kansai Electric Power ha riavviato il suo 12° reattore nucleare presso l’impianto di Takahama. Il reattore Takahama n. 2, con una capacità di 826 MW, rappresentava il secondo reattore operativo più antico del paese, essendo entrato in servizio nel 1975.
Va notato che la Tepco è stata il gestore della centrale nucleare di Fukushima, distrutta nel 2011, e nel 2021 è stata vietata dal trasporto di nuovo combustibile a base di uranio presso la centrale di Kashiwazaki-Kariwa, al fine di impedirle il riavvio dei sette reattori, a dieci anni di distanza dal triplo fusione subito da due dei suoi reattori a Fukushima.