La sostenibilità è sempre più un tema centrale all’interno delle aziende che cercano di utilizzare soluzioni più green all’interno di processi e prodotti. Anche in ambito fieristico si conferma questo trend. Un esempio l’abbiamo visto anche al Salone del Mobile dove sono stati risparmiati circa 500mila kg di CO2 dando priorità al noleggio e al riuso e utilizzando materiali riciclati al 100%. E ora che l’Expo di Dubai 2020 ha finalmente aperto le sue porte, dopo un anno di ritardo causato dalla pandemia, la sostenibilità non poteva rimanerne fuori. Proprio questa infatti è la parola chiave del progetto dell’azienda italiana che è riuscita a far “respirare” il Padiglione Italia “Belvedere”.
Sostenibilità a Expo 2020: le microalghe per pulire l’aria del Padiglione Italia Belvedere
Cinque le grandi vasche, o Water Mirros, che circondano il Padiglione Italia, come riporta anche LifeGate. Al loro interno si trovano le microalghe, dalla spirulina alla Haematococcus, che catturano l’anidride carbonica e la trasformano in ossigeno. In poche parole, gli organismi vegetali fotosintetici, si nutrono della aria viziata che circola all’interno del padiglione e prodotta dagli stessi visitatori, la purificano e la riliberano sotto forma di ossigeno. In questo modo, oltre a una forte riduzione dell’impatto ambientale, il padiglione Italia pare proprio “respirare”. I visitatori non solo vivranno un’esperienza unica ma potranno anche seguire il processo di crescita della microalga.
A firmare il progetto l’azienda italiana Tolo Green specializzata nello sviluppo di biotecnologie e che ha portato la sua innovazione dalla Sardegna fino agli Emirati Arabi.