L’energia solare può avere a che fare anche con l’acqua. Soprattutto se la programmi perché ricavi dal “nulla”, ovvero l’aria, tutto il necessario per produrla di nuovo, in un ambiente pressoché arido e desertico. Come quello di Las Vegas, dove la Source Global cerca di ricavare acqua grazie all’utilizzo di questi pannelli idroelettrici speciali.
Vediamo come funziona, e come riesce a ricavare l’acqua soltanto dalle particelle che galleggiano nell’aria.
Energia solare, il pannello idroelettrico che ricava acqua dall’aria
Raccontato di recente dalla BBC, Cody Friesen, professore associato di scienza dei materiali presso l’Arizona State University, ha sviluppato un pannello idroelettrico a energia solare in grado di assorbire vapore acqueo ad alti volumi quando esposto alla luce solare.
I pannelli funzionano utilizzando la luce solare per alimentare le ventole che aspirano l’aria nel dispositivo, che contiene un materiale essiccante che assorbe e intrappola l’umidità. Le molecole d’acqua si accumulano e vengono emesse come vapore acqueo. Nel mentre, l’energia solare aumenta la temperatura del pannello per creare un gas ad alta umidità. Tutto ciò poi si condensa in un liquido prima che vengano aggiunti i minerali per renderlo potabile.
Friesen ha fondato la sua azienda Zero Mass Water nel 2014 in seguito alla sua ricerca sugli idropannelli a energia solare. Oggi la società si chiama Source Global, opera in più di 50 paesi e ha una valutazione privata di oltre 1 miliardo di dollari (800 milioni di sterline).
Riporta BBC, un pannello costa circa 2.000 dollari e dura almeno 15 anni. Ma ne vale la pena: in futuro la dotazione dell’intelligenza artificiale porterà maggiori rendimenti. Grazie al monitoraggio continuo, si potrà arrivare a estrarre la massima quantità di acqua, come precisa Adam Sharkawry di Material Impact, una società di venture capital che ha investito in Source Global.
Una pratica antica, ora davvero tech
La tecnologia impiegata da Friesen non è nulla di nuovo. Constatando che questo approccio è utilizzato da secoli per estrarre l’acqua dall’atmosfera. Sempre la BBC sottolinea come secoli prima fosse d’uso raccogliere l’acqua attraverso delle reti, atte a “catturare” la nebbia in Perù. Una pratica che risale al 1500 ed è utilizzata ancora oggi.
Ma le reti non bastano a risollevare aree come quella di Las Vegas, nel Nevada, finita nella morsa di una delle peggiori siccità mai vissute nella Storia, che porta a carenza d’acqua e restrizioni sull’uso. Per questo serve la tecnologia. In aree soggette a stress idrico come questa, la prospettiva di spremere l’acqua dal nulla è una prospettiva allettante. Ed è esattamente ciò che Cody Friesen sta cercando di fare.
L’obiettivo di Friesen è democratizzare l’accesso all’acqua per le persone con poche opzioni. La BBC cita il caso di una scuola sub-sahariana nell’Africa. Prima le ragazze una volta dovevano camminare per ore al giorno per trovare acqua dolce. Ora possono dedicare il loro tempo all’apprendimento.
Sempre la BBC sottolinea come aziende come la Source Global non siano le sole nella ricerca di soluzioni aria-acqua. Cita ad esempio altri casi, alcuni di questi presenti anche al CES 2024, come:
- Rainmaker, che commercializza prodotti in grado di raccogliere fino a 20.000 litri per unità al giorno,
- Phantor–Imhotep Industries, che afferma di poter ottenere 10.000 litri al giorno;
- Atmospheric Water Solutions, che dispone di un erogatore aria-acqua che è anche un purificatore e deumidificatore dell’aria;
- Atmospark, che sta commercializzando un dispositivo mobile per l’acqua in movimento.