Metaverso e lusso, un matrimonio che nel 2030 potrebbe valere 50 miliardi di dollari

Il mercato del lusso nel metaverso potrebbe guadagnare circa il 10% in più. Nel frattempo si punta su NFT e social gaming

Redazione
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Metaverso e lusso, un’accoppiata che può sembrare strana eppure c’è chi afferma che nel prossimo futuro, insieme, potrebbero valere circa 50 miliardi di dollari. A sostenerlo è una ricerca di Morgan Stanley come riportato da Reuters.

Metaverso: tutti vogliono entrarci

Dopo l’annuncio di qualche settimana fa di Zuckerberg e il cambio del nome della sua società il Metaverso comincia a popolarsi sempre più. A seguirlo a ruota sono stati in tanti da Microsoft fino a Seoul che ha annunciato che sarà la prima città al mondo a portare in questo nuovo mondo virtuale la pubblica amministrazione. Nella moda Nike è stato tra i primi brand a strizzare l’occhio presentando la richiesta di brevetto per i suoi prodotti, prime fra tutte, le scarpe.

Il lusso

E’ vero, oggi la domanda digitale dei marchi di moda di lusso è bassa ma le cose stanno per cambiare. Se per il metaverso c’è ancora tempo, ci sono però già diverse strategie sulle quali i brand possono puntare e c’è anche chi l’ha già fatto. Due di questi infatti sono gli NFT, Non fungible token, e il social gaming che, secondo l’indagine condotta da Morgan Stanley potrebbero incrementare i guadagni fino al 25%. La riprova è anche la recente vendita di Dolce & Gabbana di nove NFT per $ 5,7 milioni.

Per quanto riguarda il mondo del social gaming, invece, tanti sono i brand che hanno già cominciato a farne parte. In Roblox infatti un giocatore su cinque cambia giornalmente il proprio avatar. Tra i brand che hanno venduto nel mondo del gaming vi sono Balenciaga che ha venduto “skin” per Fortnite a circa $ 8 e Gucci che su Roblox è riuscito a vendere la versione digitale della sua borsa Dionysus a $ 4.100, mentre nella vita reale costa “solo” $ 3.400.

Secondo le stime della banca d’affari americana però i mercati che ne trarranno più beneficio sono i marchi del lusso “soft” (prêt-à-porter, pelletteria, scarpe, ecc.) che si posizionano meglio rispetto al lusso “hard” come gioielleria e orologeria. Non resta che stare a vedere.

Federico Morgantini Editore