La protezione della rete aziendale: cosa devono valutare i business di alto livello

Perché reti dedicate, ridondanza fisica e isolamento dei dati sono diventati elementi strategici per la sicurezza e la continuità operativa delle imprese enterprise

Redazione

Nelle aziende che muovono volumi di dati importanti, possiamo considerare la connessione come l’ossatura del business. Se l’infrastruttura è condivisa – e viaggiamo sulle linee di tutti – accettiamo implicitamente che il nostro lavoro dipenda dai tempi e dai problemi degli altri.

Le cose cambiano, però, con una rete proprietaria, che restituisce il controllo totale su ogni singolo passaggio del dato. Certo, lo si fa per velocità, ma anche per la certezza di non avere interferenze quando il carico di lavoro si fa più pesante.

Le reti dedicate toccano in particolar modo le realtà enterprise, dove i gestionali e le comunicazioni devono rispondere all’istante e non ci si può permettere latenze variabili o saturazioni improvvise. Il controllo diretto sul percorso fisico della connessione porta a ottimizzare le prestazioni esattamente sulle necessità dell’azienda. Ne parliamo analizzando anche il lavoro svolto da Viking Italy, dotata di reti proprietarie: un’opzione in grado di assicurare una protezione superiore. Un aspetto fondamentale alla luce della crescente esposizione agli attacchi informatici dovuta all’uso di tecniche all’avanguardia di intelligenza artificiale.

Prestazioni, affidabilità e controllo: i pilastri di una rete dedicata

Quando un’infrastruttura deve reggere un business complesso, la disponibilità del servizio deve essere praticamente totale. Si parla spesso di “connessione protetta”, ma bisogna intendersi sugli effettivi interventi rivolti alla prevenzione degli attacchi. Una rete è protetta se è costruita con un doppio link, utilizzando percorsi e mezzi trasmissivi differenti. Questa ridondanza fisica è l’unica cosa che ci porta a ottenere davvero una continuità operativa superiore alla media.

In caso di guasto sulla linea primaria, come magari un banale scavo stradale che trancia i cavi, il sistema deve reagire da solo. Se il link secondario ha le stesse performance del primo, lo switch avviene in automatico e chi lavora non si accorge nemmeno che fuori c’è un problema.

Ma cosa succede se non c’è questa diversificazione? Nel momento in cui avviene un guasto o un incidente, si ferma la “macchina” aziendale. E i costi, le ore perse, i clienti mancati, il blocco del lavoro ci fanno comprendere perché la continuità operativa sia un investimento da non ignorare.

Sicurezza della rete e continuità operativa nei business ad alta complessità

Per come il mondo sta evolvendo oggi, e per come lo stiamo modellando sulla tecnologia, comprendiamo subito che la sicurezza è alla base di tutto, ma una rete sicura deve essere inaccessibile alla radice. Nei business di alto livello, il furto di dati o la perdita di documenti riservati sono rischi enormi che vanno gestiti isolando i flussi di informazione. La vulnerabilità principale nasce quasi sempre dal transito sulla rete internet pubblica, senza dimenticare i famosi “errori umani”.

C’è una soluzione, ed è quella di muovere i dati tra le varie sedi aziendali attraverso canali che non toccano mai il web aperto. Si parla di connessioni multisede Layer 2, VLAN trasparenti che creano una sorta di autostrada privata riservata solo all’azienda.

Cosa succede, adottandola? Le informazioni viaggiano in un perimetro chiuso e, se il dato non è visibile dall’esterno, il rischio di intrusioni viene rimosso alla base. È una protezione nativa dell’infrastruttura, molto più efficace di qualunque barriera software applicata in un secondo momento su una rete aperta a tutti.

Infrastrutture di rete progettate per esigenze avanzate

Per arrivare a questi livelli servono partner che possiedono asset fisici propri. Viking Italy lavora esattamente così: reti proprietarie, fibra ottica e tecnologia del ponte radio. Se un problema colpisce il sottosuolo, come un allagamento o un cantiere, il ponte radio resta in piedi. È la diversificazione del mezzo trasmissivo che rende l’azienda immune agli imprevisti che bloccano gli altri.

Nelle realtà che dipendono dal VoIP o da gestionali in cloud, serve un monitoraggio con un livello più alto di attenzione. L’SD-WAN di Viking gestisce l’instradamento dei dati con logiche di priorità: le applicazioni vitali passano sempre per prime. Insieme ai sistemi di alta affidabilità, con doppi router e monitoraggio proattivo 24 ore su 24, la rete diventa un motore silenzioso.

Alla luce dei fatti, un business dipende ormai da una continuità operativa tale da dover effettuare una continua prevenzione, sì, anche contro il timore costante di restare isolati per un guasto tecnico o un’imprudenza esterna.

Gestire i rischi senza compromettere l’operatività

Un blackout delle comunicazioni blocca tutto: telefoni, email e software SaaS e archivi dati diventano irraggiungibili. Per tutelarsi davvero, serve non restare mai sconnessi, ma non dimentichiamo la prevenzione hardware: il guasto di un singolo componente non dovrebbe fermare un’intera azienda.

Con un’infrastruttura IT sicura e ridondata si può lavorare sempre, evitando di mettere anche i lavoratori in una condizione scomoda. Le soluzioni Viking, dall’SD-WAN all’aggregazione dei link, servono proprio a questo: l’accesso alle funzioni essenziali non viene mai meno.

Infine chiudiamo con qualche riflessione: i business ad alto livello hanno sempre bisogno di crescere. Ci sono momenti in cui si stabilizzano e momenti in cui si registrano incrementi importanti: la scalabilità è tra le colonne portanti dell’impresa di oggi. Invece di accorgersi dei limiti “in ritardo”, si anticipano le esigenze. Per rimanere sempre competitivi.

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